Accadde a Spoleto – Gli Annuari del Festival dei 2 Mondi: 1968, 1969, 1970

Il 1968 è stato un anno chiave non solo per il Novecento ma anche per Spoleto: è un peccato quindi dover fare a meno di uno dei rari volumi mancanti nella collezione degli annuari alla Biblioteca “Carducci” di Palazzo Mauri. Tuttavia sono ancora conservati alcuni programmi di sala di quell’edizione: ci sono quello dell’opera di Menotti “La Santa di Bleecker Street”, la serata di teatro sperimentale francese diretta da Michael Cacoyannis, “Il suggeritore nudo” di e con Paolo Poli tratto da Marinetti o il concerto sinfonico in piazza Duomo con il “Gloria” di Vivaldi e la “Messa da Requiem” di Mozart affidati naturalmente a Thomas Schippers. Ma quel ‘68 a Spoleto è stato molte altre cose: è stato ancora Menotti con l’opera wagneriana del “Tristano e Isotta”, è stato il teatro di Edward Albee e quello di Israel Horovitz con Al Pacino e John Cazale, sono stati i ragazzi dell’Arts Laboratory, è stata l’arte di Christo e di Isamu Noguchi. Per fortuna ci viene in aiuto l’annuario del 1969 che immortala protagonisti, atmosfere ed emozioni di quell’anno mirabile.

Michael Cacoyannis

Lo splendore del Festival trova conferma anche nel programma della successiva edizione, come testimonia l’annuario del 1969, con “L’italiana in Algeri” di Rossini diretta da Patrice Chéreau, Menotti che cura la regia del “El retablo de maese Pedro” di Manuel De Falla e mette in scena anche la sua opera “La Medium”, l’assoluta novità dell’American Ballet Company di Eliot Feld che esordisce a Spoleto, la retrospettiva su Leoncillo, la mostra su Willem De Koonig, Schippers che in piazza Duomo incanta con la Nona di Beethoven e una vera e propria pietra miliare del teatro tout court: “L’Orlando Furioso” di Ronconi e Sanguineti.

Copertina

Nel 1970 il Festival continua a sedurre con il grande spettacolo e a seguire un rigoroso percorso di ricerca e sperimentazione: il programma si apre con l’opera “Il Giuramento” di Saverio Mercadante per la regia di Tito Capobianco, mentre Menotti dona la sua favola madrigale “L’Unicorno, la Gorgona e La Manticora” al talento coreografico di John Butler. Un altro titano della danza USA, Merce Cunningham, disegna le  sue originali e liberissime figurazioni su musiche di John Cage, David Tudor e Gordon Mumma mentre la danza spagnola trova il suo splendido ed elegante rappresentante nella compagnia di Antonio Gades. Torna la MaMa, tornano i Concerti di Danza di Alberto Testa, tra le mostre ci sono le litografie di Robert Rauschenberg e le fotografie dell’attore e regista Dennis Hopper,  mentre per Thomas Schippers è la volta della “Messa in do minore K. 427” di Mozart. Al Caio Melisso è in programma “la Poesia Italiana del Novecento” secondo Edoardo Sanguineti.

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Gli annuari del Festival dei Due Mondi sono disponibili per la consultazione anche a Casa Menotti – Centro di Documentazione Festival dei Due Mondi.

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