
In occasione delle celebrazioni per il 700° anniversario della morte di Dante Alighieri, vi segnaliamo alcuni libri usciti di recente – disponibili tra i nuovi acquisti della biblioteca “Carducci” – per compiere vari percorsi di lettura riferiti sia all’opera maggiore del poeta e alla sua influenza sulla contemporaneità sia alla figura dell’uomo Dante.
Due grandi studiosi, Marco Santagata e Giulio Ferroni, si confrontano con la Divina Commedia, il primo proponendo una sorta di bussola interpretativa, un’utile guida per orientarsi nel vasto universo del poema allegorico, il secondo compiendo letteralmente un viaggio a tappe lungo la penisola, un itinerario per scandagliare la geografia e i molteplici luoghi trattati o citati nell’opera.
La cultura enciclopedica e l’attenzione di Dante nei confronti della natura vengono svelati in un testo di Angelo Manitta che tratta della botanica e delle piante nella Commedia.
Uno dei più apprezzati storici del nostro tempo, Alessandro Barbero cesella un ritratto di Dante puntando sulla sua dimensione di uomo del Medioevo, inserito nel preciso contesto storico che fa da sfondo alla sua complessa vicenda personale.
Non manca una rivisitazione ironica dell’inferno dantesco compiuta da Tommaso Cerno per raccontare, ricorrendo alle terzine e al contrappasso del grande modello dantesco e aiutato dal tratto graffiante dei disegni di Makkox, la politica e il potere di un’Italia all’alba della Terza Repubblica e le storture, i vizi, i peccati e i peccatori del nostro paese.
Le schede dei libriIl racconto della Commedia. Guida al poema di Dante di Marco Santagata (Mondadori, 2017)
La Commedia dantesca è un universo meraviglioso, illimitato e complesso nel quale, oggi forse più che in passato, è pressoché impossibile addentrarsi confidando solo nella propria capacità di orientamento. Senza un’adeguata carta topografica e una bussola efficiente, si rischia di smarrire presto la strada. Ma per fortuna c’è un Virgilio che guida il lettore dalla «selva oscura» dell’Inferno fino a contemplare «l’amor che move il sole e l’altre stelle» nel Paradiso: Marco Santagata, con la sua prosa scorrevole, coinvolgente, priva di tecnicismi, ripercorre in queste pagine il viaggio ultraterreno di Dante, rivelando e rendendo accessibile l’inestimabile tesoro di emozioni, sentimenti e pensieri nascosto «sotto ‘l velame de li versi strani».
L’ Italia di Dante. Viaggio nel Paese della «Commedia» di Giulio Ferroni (La Nave di Teseo, 2020)
Seguendo la traccia della Divina Commedia, e quasi ripetendone il percorso, Giulio Ferroni compie un vero e proprio viaggio all’interno della letteratura e della storia italiane: una mappa del nostro paese illuminata dai luoghi che Dante racconta in poesia. Da nord a sud, dalla cerchia alpina alla punta estrema della Sicilia, da Firenze al Monferrato, da Montaperti a Verona, da Siena a Roma, Ravenna, Brindisi, si seguono con Dante i diversi volti di questo paese “dove ‘l sì suona”, “serva Italia”, “bel paese”, “giardin dell’impero”: un percorso attraverso la storia, l’arte, la cultura, con quanto di essa luminosamente resiste e con ciò che la consuma e la insidia; ma anche un viaggio che riesce a restituirci, pur tra le fuggevoli immagini di uno smarrito presente, la profondità sempre nuova della nostra memoria.
Vincitore della 46.ma edizione del Premio Letterario Internazionale Mondello, sezione Opera Critica
Vincitore del premio Viareggio-Rèpaci 2020, sezione Saggistica
La botanica di Dante. Piante erbacee nella «Commedia» di Angelo Manitta (Il Convivio, 2020)
La sensibilità di Dante per l’ambiente e il suo profondo rispetto per la natura conducono ad una analisi dettagliata di alcune similitudini naturalistiche e delle presumibili fonti dalle quali il Poeta attinge. Il saggio, partendo dalla “selva oscura” e dalle varie specie di alberi che ne possano costituire la struttura, analizza il contesto letterario di quelle piante erbacee, comunemente ritenute dall’uomo infestanti, in rapporto alla idea “ecologica” di Dante, il quale sa evidenziarne anche certi aspetti positivi: il loglio, la gramigna, l’ortica, la festuca, il giunco, il trifoglio, la cannuccia di palude ed altre.
Dante di Alessandro Barbero (Laterza, 2020)
Il genio creatore della Divina Commedia visto per la prima volta come uomo del suo tempo di cui condivide valori e mentalità. Alessandro Barbero ne disegna un ritratto a tutto tondo, avvicinando il lettore alle consuetudini, ai costumi e alla politica di una delle più affascinanti epoche della storia: il Medioevo.
Alessandro Barbero ricostruisce in quest’opera la vita di Dante, il poeta creatore di un capolavoro immortale, ma anche un uomo del suo tempo, il Medioevo, di cui queste pagine racconteranno il mondo e i valori. Un ritratto scritto da un grande storico, meticoloso nella ricerca e nell’interpretazione delle fonti, attento a dare piena giustificazione di ogni affermazione e di ogni ipotesi; ma anche un’opera di straordinaria ricchezza stilistica, che si legge come un romanzo.
Inferno. La Commedia del potere di Tommaso Cerno e Makkox (Rizzoli, 2013)
Quando Dante, circa sette secoli fa, scriveva “Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!”, certo non immaginava che un giorno, precisamente nel 1992, post Tangentopoli, la stessa serva Italia sarebbe entrata in una fase ben più cupa: la Seconda Repubblica. Vedendo arrivare da quella nuova era tanti peccatori, nefasti ma soprattutto incoerenti con il codice morale che eternamente regola l’Aldilà, Minosse si è sentito costretto a chiedere aiuto “a colui che tutto move” implorandolo di creare un Inferno ad hoc. Ed ecco che si è aperta, proprio sotto Montecitorio, una voragine in nove cerchi per i moderni dannati, ciascuno con il proprio contrappasso: dal nemico della Patria Bossi, “dottor di secession, e non d’alloro”, obbligato a risalire il Po ultraterreno, a Formigoni, infedele al proprio maestro (don Giussani), relegato su una torre solitaria “poiché cedei a umane voglie io che fui fratello dei fratelli”. E, insieme con loro, quasi tutti i potenti dell’Italia recente, in modalità bipartisan, dall’oppositore di natura Vendola a Grillo “non più grillo ma gallo, con cresta alta e petto sempre infori a dir che li politici fan fallo”, dal grande illuso Prodi al gran Caimano. In buona compagnia con dannati “pop”, emblemi del loro tempo, quali Maradona e capitan Schettino.
