Accadde a Spoleto: Carla Fracci, la Grand Dame del balletto italiano

Il giorno della sua scomparsa, il 27 maggio scorso, il NY Times l’ha definita la Grand Dame del balletto italiano, una delle più grandi ballerine del XX secolo: Carla Fracci, luminosissima stella della danza, dotata di sublime espressività ed eleganza, ha intessuto uno stretto legame con Spoleto, dove ha segnato tappe importanti della sua insigne carriera

Grazie ai programmi ufficiali del Festival dei 2 Mondi, conservati alla Biblioteca Carducci, si riesce ad avere un’idea della prestigiosa presenza della Fracci a Spoleto e, in filigrana, ricostruire una significativa parte della vicenda artistica di una delle più grandi interpreti della danza classica, cui è dedicata questa puntata della rubrica “Accadde a Spoleto”

Il 22 giugno del 1962 al Teatro Nuovo di Spoleto debutta “Il Balletto del Festival dei Due Mondi”, la prima di cinque rappresentazioni di quello che è l’appuntamento clou con la danza all’interno del programma della 5a edizione del Festival spoletino. Protagonista è una giovane étoile della Scala Carla Fracci, che incanta la platea con “Una infanta defunta” da Ravel e “Il Teatrino di Cristobal” da Garcia Lorca musicato da Joaquín Turina . Entrambi portano la firma di Beppe Menegatti, un regista con cui la Fracci fa coppia da qualche tempo, che sposerà due anni dopo e che per lei continuerà a concepire negli anni numerosi balletti.

Carla Fracci | Festival dei Due Mondi 1962

La Fracci tornerà a Spoleto, una decina di anni dopo. Si era allontanata dal palcoscenico in occasione della nascita di suo figlio Francesco, nel 1969 ed Eugenio Montale, suo amico e ammiratore, al tempo critico musicale del “Corriere della Sera” dedicò al lento ritorno sulle scene della Fracci, dopo la maternità, una poesia, “La danzatrice stanca” , contenuta nella raccolta di liriche “Diario del ‘71 e del ‘72”.

Tornata alla sua forma splendente, la Fracci riabbraccia Spoleto in occasione del Festival 1973 quando danza con Paolo Bortoluzzi nella “Coppelia” e nella “Silfide” in occasione di “Celebration”, omaggio all’arte del Pas de Deux, uno spettacolo ideato e diretto da Jerome Robbins. Altra occasione memorabile è quella del giugno del 1975 quando in “Medea” la Fracci, insieme a Mikhail Baryshnikov prende parte ad un concerto di musica e danza per celebrare l’arte di Samuel Barber su coreografie di John Bulter.

Nel 1977, ancora in coppia con Paolo Bortoluzzi, la Fracci partecipa alla prima “Maratona di Danza” del Festival diretta da Alberto Testa e Vittoria Ottolenghi, uno degli appuntamenti in assoluto più celebrati e mirabili della rassegna menottiana, per cui la Fracci tornerà anche nel 1980 con Alexander Godunov nella Giselle, sintesi perfetta del suo talento, nel 1984 con Gheorghe Iancu e nel 1995.con una Maratone Internazionale, intitolata “Friends”

Al 2013 si riferiscono invece le foto a colori che ritraggono Carla Fracci protagonista della Settimana Internazionale della Danza, scelta proprio da Alberto Testa come madrina della manifestazione, per premiare le giovani promesse dell’arte coreutica e per offrire alle giovani generazioni un suo commento dal vivo di fronte straordinarie immagini di repertorio immortalanti il suo e magistero.

Carla Fracci | Settimana Internazionale della Danza 2013

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