Conferimento della Lex Spoletina 2025 al Maestro Lorenzo Ricci Muti

Quando:
13 Dicembre 2025@10:30
2025-12-13T10:30:00+01:00
2025-12-13T10:45:00+01:00
Dove:
Salone d’onore della Bonifica Umbra, Palazzo Leti Sansi
<!--:it-->Conferimento della Lex Spoletina 2025 al Maestro Lorenzo Ricci Muti<!--:--> @ Salone d’onore della Bonifica Umbra, Palazzo Leti Sansi

L’Associazione Amici di Spoleto ETS conferirà la Lex Spoletina 2025 al Maestro Lorenzo Ricci Muti “per aver promosso la formazione artistica e intellettuale di giovani musicisti di tutto il mondo, valorizzando e promuovendo la conoscenza della Città di Spoleto”.

Il riconoscimento sarà consegnato dalla presidente dell’Associazione Amici di Spoleto ETS, Simonetta Marucci, e dal sindaco della Città di Spoleto, Andrea Sisti Sindaco.
L’evento, patrocinato dal Comune di Spoleto e sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto, è aperto alla cittadinanza.

Lorenzo Ricci Muti
La vita musicale del Maestro ha inizio a soli sette anni quando Gian Carlo Menotti lo sceglie per interpretare Trottolo nell’opera Maria Golovin. Nel 1958 si esibisce alla Esposizione Mondiale di Bruxelles, a Broadway e al Teatro alla Scala, proseguendo la sua attività di cantante fino ai 14 anni e collaborando con grandi direttori come Leonard Bernstein.
A 18 anni si trasferisce negli Stati Uniti per studiare direzione d’orchestra al Curtis Institute of Music e alla Juilliard School.
Nel 1977 debutta professionalmente al Festival dei Due Mondi dirigendo La Creazione di Haydn in Piazza Duomo. Da allora collabora con prestigiose orchestre in Italia, Europa e Stati Uniti.
Dal 1983 insegna per oltre vent’anni alla Duke University, fonda la Chamber Orchestra of the Triangle e, insieme alla moglie Jill, guida Spoleto Study Abroad, organizzazione che porta ogni anno in città centinaia di giovani dedicati allo studio delle arti e delle discipline umanistiche.

La Lex Spoletina
L’Associazione Amici di Spoleto ha scelto da anni di utilizzare la riproduzione della Lex Spoletina, il celebre cippo del II sec. a.C. conservato al Museo Archeologico, recante un’antica legge di tutela dei boschi sacri, come riconoscimento per persone ed enti che si siano distinti nella difesa del patrimonio storico, culturale e ambientale, nella promozione della Città e nello sviluppo della sua economia.

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