Percorsi difficili

Salite, abbazie e castelli sui monti Martani

L’itinerario esce da Spoleto in direzione di Castel Ritaldi e si sviluppa quasi per interno nell’area dei Monti Martani, toccando borghi di grande fascino e interesse come Colle del Marchese, Giano dell’Umbria, Castagnola, Massa Martana ed Acquasparta.
Al fascino di questi borghi si aggiunge la bellezza dei panorami e dei paesaggi attraversati, caratterizzati nella prima parte da un susseguirsi di morbide colline ricoperte da uliveti, vigneti e campi coltivati, nella seconda parte da fitti boschi e foreste.
Il percorso non presenta salite impossibili ma la sua difficoltà sta nella quasi totale assenza di pianura: gli 83 chilometri dell’itinerario, infatti, sono caratterizzati da un continuo susseguirsi di salita e discesa, con le ascese di Castel Ritaldi, Colle del Marchese, Giano dell’Umbria, Viepri e Firenzuola che si affrontano in rapida serie. L’unico tratto pianeggiante è quello che si percorre in partenza, dopo essere usciti da Spoleto per via Marconi, quando si attraversano i centri di Protte, Beroide e Castel San Giovanni. Arrivati a Bruna, inizia la prima breve salita, quella che conduce a Castel Ritaldi. Superato il centro storico iniziamo subito a scendere e, alla rotonda, proseguiamo diritti, superando la Pieve di San Gregorio; ricominciamo a salire verso Torregrosso e Colle del Marchese, tra uliveti e campi di grano e con una splendida visuale sulla Valle Umbra e sui Monti Martani. Al termine della discesa, a Bivio Moscardini, imbocchiamo a sinistra la SP451 e dopo pochi metri giriamo ancora a sinistra in direzione di Giano dell’Umbria, dove arriviamo dopo aver superato una salita di 4,5 chilometri al 5-7%.


Proseguiamo in direzione di Castagnola e attraverso una tortuosa strada che si snoda ai piedi del Monte Martano, tocchiamo il suggestivo castello di Castagnola e arriviamo all’incrocio con la SS316, dove giriamo a sinistra in direzione di Massa Martana. Ricominciamo a salire leggermente fino al Valico di Viepri da dove poi scendiamo verso il centro di Massa Martana, uno de “I Borghi più Belli d’Italia”.
Continuiamo a scendere fiancheggiando i resti dell’Antica via Flaminia fino a Massa Martana Scalo, dove giriamo a sinistra verso Acquasparta. Arrivati ad Acquasparta seguiamo le indicazioni per Spoleto ed imboccando la SR418 iniziamo la salita più impegnativa di giornata, quella che in circa 7 chilometri immersi nel bosco conduce al Valico di Firenzuola.
Dal valico non resta che affrontare la discesa e gli ultimi 10 chilometri di pianura che riportano a Spoleto.

Salendo fino a Pettino tra ulivi, pascoli e foreste

Questo percorso non è particolarmente lungo, ma è reso molto duro dalle due lunghe e impegnative salite che lo caratterizzano: quella di Pettino e quella del Passo Spina.
Pur essendo a pochi chilometri da Spoleto, l’atmosfera di gran parte di questo percorso è assolutamente montana, in particolare quando si raggiunge il piccolo altopiano dove si trova Pettino, paese arrampicato a oltre 1.000 metri di altezza che si raggiunge dopo circa 15 chilometri di salita immersa nel bosco. Tutto il resto del percorso, da affrontare solo con un buon livello di allenamento e con rapporti adeguati, si snoda tra monti, pascoli e foreste, in un clima di pace e tranquillità e attraversa isolati gruppetti di case che punteggiano le valli.
La prima parte del percorso, fino a San Giacomo, ricalca quella del percorso facile “Il Borgo di San Giacomo e le colline di Spoleto” ma giunti alla piazza centrale di San Giacomo, giriamo a destra in via Norvegia e dopo aver superato il passaggio a livello attraversiamo la ex SS3 Flaminia e proseguiamo verso Poreta. Giungiamo a Poreta (sulla destra possiamo ammirarne il Castello) e da qui iniziamo la lunga ascesa verso Pettino, che dapprima si sviluppa su una strada ampia e panoramica e, man mano che si sale, si fa sempre più stretta, tortuosa e immersa nel bosco.


Sfioriamo lo straordinario borgo arroccato di Campello Alto (che si può visitare con una piccola deviazione a sinistra) e continuiamo a salire in direzione di Pettino. Qui, con la strada che esce dal bosco, si apre improvvisamente un bellissimo panorama, tipicamente montano, sulle valli e sui monti circostanti. Da Pettino iniziamo una lunga discesa in direzione di Foligno fino all’incrocio con la SS 319, che imbocchiamo girando a destra verso Cascia. Pedaliamo sulla statale di fondovalle solo per poco tempo poiché, seguendo le indicazioni per Terne, svoltiamo a destra su una strada secondaria e ricominciamo subito a salire leggermente.
La strada risale la valle in modo costante, ma la salita vera verso il Passo Spina inizia solo da Piè di Cammoro, da dove sulla destra si può ammirare la bellezza del borgo arroccato di Cammoro. Arriviamo a Passo Spina e da qui ricominciamo a scendere verso Spoleto passando per Spina, Passo d’Acera e Fabbreria. A fine discesa e appena prima di reimmetterci sulla SS3 Flaminia, giriamo a sinistra verso Cortaccione e da qui, in pochi chilometri, torniamo in città. Subito prima di girare a sinistra per Cortaccione, si può fare una breve deviazione a sinistra di 1,5 chilometri per visitare il bel borgo arroccato di Eggi, per poi tornare sulla stessa strada e riprendere a pedalare verso Spoleto.

Tra i boschi e la natura della Valnerina

Con i suoi 82 chilometri e 1.800 metri di dislivello, questo è forse il percorso più impegnativo tra quelli proposti e può essere affrontato solo da ciclisti che abbiano un adeguato livello di allenamento.
A testimoniare la durezza del percorso ci sono le 5 salite che lo contraddistinguono: Passo Spina, Valico del Soglio, Cerreto di Spoleto, Meggiano e Forca di Cerro. In realtà, ad eccezione di quella di Meggiano, le ascese non presentano pendenze severe, ma la rapida sequenza con cui vengono affrontate le farà sembrare anche più dure di quanto effettivamente siano. La durezza del percorso, in ogni caso, sarà ampiamente ripagata dalla bellezza degli scenari attraversati, collocati a cavallo tra Spoleto e la Valnerina e caratterizzati da magnifiche foreste, borghi arroccati, chiese, castelli e abbazie.


Usciamo da Spoleto in direzione di San Giacomo e giunti a Madonna di Lugo giriamo a destra in direzione di Cortaccione. Appena superato il bivio a destra per Eggi, iniziamo a salire verso Passo Spina: una salita regolare, ma molto lunga, che risale la valle e solo negli ultimi due chilometri presenta qualche tornante e dei tratti un po’ più impegnativi. Raggiungiamo Passo Spina e iniziamo a scendere verso valle attraversando diversi piccoli e isolati gruppetti di case: poco dopo aver superato il paese di Terne (dove troviamo una fontanella sulla destra), giriamo a destra immettendoci sulla SS 319 e iniziamo a salire nuovamente verso il Valico del Soglio.
Dal Valico iniziamo una lunga e sinuosa discesa fino ai piedi di Cerreto di Spoleto che raggiungiamo dopo aver superato altri 3 chilometri di salita.
Ammirata la bella vista sulla Valnerina, iniziamo a scendere verso Borgo Cerreto. A Borgo Cerreto svoltiamo a destra e iniziamo la salita più dura della giornata, quella che conduce fino a Meggiano: la parte più impegnativa è la prima, con due chilometri che presentano pendenze intorno al 10%, mentre superata la Chiesa della Madonna di Costantinopoli e il piccolo borgo di Collesoglio, le pendenze si fanno decisamente più lievi e permettono di ammirare con più tranquillità i panorami mozzafiato che si aprono sulla Valnerina e sui monti circostanti. L’ultimo tratto è poco più di un falsopiano e attraverso la strada che prosegue a mezzacosta raggiungiamo Meggiano.
Proseguiamo diritti in leggera discesa fino all’incrocio con la SS 395, dove giriamo a destra e affrontiamo gli ultimi 5 chilometri di salita che ci portano fino a Forca di Cerro. Da qui torniamo a Spoleto in soli 10 chilometri, praticamente tutti in discesa.

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