‘Panetto e Petrelli’: storia di una tipografia

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In una città dall’antica tradizione tipografica, le cui prime testimonianze risalgono agli statuti cittadini del XV secolo, la storia della tipografia Panetto & Petrelli è una parabola esemplare di un’impresa che partendo con mezzi modesti riesce a raggiungere livelli di eccellenza. Il racconto di un’avventura che è stata fondamentale per il tessuto produttivo di Spoleto. Un’azienda che ha saputo confrontarsi con un mercato a livello internazionale, producendo un corpus di opere fondamentali anche per capire il profilo culturale della città.

Il fondo Panetto & Petrelli conservato alla biblioteca “Carducci”

Vi proponiamo una breve carrellata sulla vicenda della tipografia spoletina, condotta per bocchi narrativi e temi visivi grazie al copioso materiale del fondo Panetto & Petrelli conservato alla biblioteca “Carducci”, da cui abbiamo tratto i dati, i documenti e le foto che seguono.


Le origini

Nel dicembre del 1902 due operai spoletini, Carlo Panetto e Gaetano Petrelli – giovani apprendisti in varie tipografie che operavano nel territorio, iniziati all’arte tipografica grazie al magistero di Vincenzo Bassoni, Paolo Bossi e Virgilio Alterocca – tentano il grande balzo e rilevano la tipografia Ragnoli-Annesanti, una storica tipografia di Spoleto che tra le altre cose pubblicava il settimane socialista “La Giovane Umbria”. Nel numero del 14 dicembre 1902 del settimanale, l’ex amministratore Ragnoli saluta il suo pubblico sicuro di “lasciare al mio posto una nuova e fresca energia“.

Al tempo, la nuova impresa imprenditoriale dei due giovani spoletini veniva pubblicizzata, proprio sulla “Giovane Umbria” (numero del 26 aprile 1903), come “Tipografia Ragnoli-Annesanti esercitata da Panetto&Petrelli” con sede a palazzo Marignoli (ora palazzo Spada) in via delle Terme, un’azienda capace di “lavori per industriali e negozianti, cataloghi e listini, manifesti e cartelli réclame, lavori di lusso, deposito di tutti gli stampati per i tribunali e le preture”.

Pubblicità della Panetto e Petrelli sulla “Giovane Umbria” del 1903

Passa qualche anno e i due intraprendenti tipografi – a quanto raccontano le cronache dell’epoca con Carlo più versato nella tecnica e Gaetano più incline all’aspetto commerciale – cambiano sede, spostandosi a Palazzo Poli in via Giustolo. Nel 1905 la Panetto & Petrelli dà alla stampe una delle prime guide sulla città firmata da Angelini Rota e intitolata “Spoleto e dintorni”.

Intorno al 1910 lo stabilimento tipografico può contare, secondo uno studio statistico dedicato all’Umbria economica e industriale, su tre macchine tipo-litografiche, una tagliatrice, una cucitrice, una perforatrice, ecc. ed è mosso da energia elettrica, un motore di 3 HP. Gli operai addetti sono undici. Il lavoro tipografico che vi si produce consiste nei vari stampati in uso nelle pubbliche amministrazioni, negli uffici, in commercio, ecc.

La Panetto & Petrelli in piazza Sordini nel 1913

Sul finire del 1913, anche sull’onda del grande fervore che caratterizza l’Italia giolittiana, i due soci decidono di investire in muovi macchinari e strumentazioni e di trasferirsi in una struttura più grande, in piazza Sordini. In breve tempo la tipografia diventa una delle più richieste non solo della regione, aprendosi la Panetto & Petrelli decisamente anche al mercato nazionale, soprattutto romano. Le tante committenze importanti impongono la creazione di una sede più ampia e funzionale.


Gli anni ’20 tra ampliamenti, nuovi macchinari e le prime prestigiose committenze

La Panetto & Petrelli nell’agosto del 1920

Nel 1920 fu progettata e realizzata in breve tempo una nuova costruzione in una zona fuori dalle mura di Porta San Matteo, lungo quello che era chiamato all’epoca viale della Circonvallazione (l’attuale via Martiri della Resistenza), una struttura, sviluppata su 7000 metri quadri che è una delle prime costruzioni in cemento armato fatte a Spoleto.
In città, durante gli anni ’20, sono attive anche la Tipografia dell’Umbria guidata da Carlo Moneta a palazzo Mauri in via Brignone e la Fasano e Neri che occupa proprio gli ex spazi della Panetto e Petrelli in piazza Sordini.

Sono proprio di quegli anni le prime pubblicazioni stampate dalla Panetto & Petrelli su incarico dei Ministeri, degli enti parastatali e di importanti case editrici. Nella copiosa collezione della tipografia conservata in Biblioteca Carducci spiccano, tra gli oltre duemila volumi, due raccolte di leggi e di regolamenti datate 1921 e commissionate dal Ministero del Lavoro e da quello dell’Agricoltura.

La produzione si fa sempre più cospicua, cresce il personale, si moltiplicano i committenti: nel 1926 si decide di ingrandire lo stabilimento sopraelevando un piano dell’azienda, accogliendo anche il reparto litografico per la preparazione e la stampa con le macchine offset per assecondare le nuove velocità della produzione industriale tipografica.

Lo stabilimento diventa a due piani nel 1927

Dalla Panetto & Petrelli escono preziosi libri d’arte, guide turistiche stampate in più lingue, la grande letteratura del tempo, la manualistica scolastica, collaborazioni prestigiose con l’Istituto di Studi Romani e la Società Italiana di Statistica ma anche volumi più legati al territorio come quelli riguardanti le attività dell’Accademia spoletina.


Il dramma della guerra

Durante la seconda guerra mondiale lo stabilimento non fu risparmiato dai bombardamenti e delle devastazioni: il 14 giugno del 1944, al momento della ritirata delle truppe tedesche, vennero minate e fatte saltare le macchine, incendiati i magazzini, compromessi gli impianti. Dalla distruzione si salvò la prima macchina acquistata, una Marinoni a tavoletta del 1902.

Il dramma di quella giornata produsse in Carlo Panetto uno scoramento tale da minarne in qualche modo la fibra e lo spirito tanto che – anche se si prodigò con il socio Petrelli per ricostruire l’azienda in tempo record – le conseguenze di quei terribili giorni furono per molti tra i motivi della sua prematura scomparsa, avvenuta a causa di un infarto nel dicembre del 1945.


Il dopoguerra e il grande sviluppo indutriale

Guidata ormai dal solo Petrelli, l’azienda esce dalla tragedia della guerra con indomita energia e rinnovato slancio imprenditoriale. Nei primi anni ’50, all’interno dello stabilimento, sotto la presidenza di Luigi Profili, lavorano 170 operai. Grazie ad una serie di investimenti e di innovazioni tecnologiche che garantiscono standard concorrenziali di assoluto livello, lo stabilimento diventa una delle industrie più importanti del territorio, incidendo significativamente sul tessuto economico e sociale della città.

Lo stabilimento – si legge infatti nei documenti d’epoca – “è fornito di 19 macchine tipografiche, di 4 litografiche, di 5 monotype, di 30 macchine complementari per l’allestimento“. Proprio in questi anni si gettano le basi per una serie di prestigiosi lavori e di straordinarie collaborazioni che porteranno la Panetto & Petrelli ad occupare un posto di rilievo nella produzione tipografica nazionale.

Alcune caricature di dirigenti, impiegati e operai dell’azienda in occasione della pubblicazione di uno speciale per i 50 anni dello stabilimento

Nell’aprile del 1953, per festeggiare i 50 anni dell’azienda, in città si organizzano cerimonie ed eventi e si stampano due deliziosi opuscoli che raccontano personaggi, fatti, aneddoti che hanno fatto la storia della tipografia.

Nonostante la scomparsa nel ’56 di Gaetano Petrelli, la produzione della tipografia spoletina in quel periodo conosce un ulteriore sviluppo, operando per l’Istituto Poligrafico, l’ENPAS, l’Automobile Club d’Italia, il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), la FAO, la Panair do Brasil, una delle compagnie aeree più importanti del Sudamerica e le Ferrovie dello Stato, una partnership questa destinata a durare – con la stampa di manifesti e biglietti ferroviari – per decenni.

Copiosa e di grande significato anche la produzione editoriale che sempre negli anni ’50 parte per accompagnare gli studi artistici, l’attività di ricerca e la vita culturale legata alla città, in particolare le numerose pubblicazioni che la Panetto & Petrelli cura per due istituzioni destinate a plasmare negli anni l’identità stessa di Spoleto: il Centro italiano di Studi sull’alto medioevo e il Festival dei Due Mondi.


Alla fine degli anni ’50 – oltre ad affrontare mutamenti strutturali come l’innalzamento della cosiddetta ‘torre’, un edificio a tre piani edificato sul lato sinistro della facciata – la fabbrica passa agli eredi delle due famiglie di Panetto e di Petrelli. Nei decenni successivi e fino agli anni ’80, la produzione si mantiene sempre su alti standard con livelli occupazionali che arrivano a centinaia di unità.

La crisi e il declino

La crisi subentra a cavallo tra gli ’80 e ’90 quando i grandi investimenti nei nuovi impianti sono rapidamente mortificati dall’evoluzione tecnologica: infatti le strumentazioni meccanografiche su cui tanto si è fatto affidamento sono rese obsolete dalla montante rivoluzione informatico-digitale.

Uno dei biglietti ferroviari stampati dalla Panetto & Petrelli

Nonostante le committenze di prestigio come Alitalia, Telecom e Ferrovie dello Stato, la proprietà fu costretta a rinunciare alla gestione familiare e dopo quasi cento anni di attività, tra gli anni ’90 e 2000, la storica tipografia vide avvicendarsi nella proprietà, nel vano tentativo di salvarne la produzione e i livelli occupazionali, vari soci di maggioranza, tutti non spoletini. Il 15 maggio del 2014 viene dichiarato il fallimento della Panetto & Petrelli.

La struttura è interessata attualmente da un progetto di riqualificazione dell’intero complesso con destinazione d’uso commerciale

Rendering


Con il fallimento della Panetto & Petrelli, dopo 112 anni, si chiudeva così non solo un capitolo importante della storia sociale ed economica della città, ma una pagina rilevante nell’avventurosa ed esaltante epopea tipografico-editoriale che ha accompagnato prima lo slancio verso la modernità e poi la crescita culturale del nostro paese.


Brevi cenni bibliografici:
La Giovane Umbria del 14 dicembre 1902
La Giovane Umbria del 26 aprile 1903
Arti Grafiche Panetto e Petrelli, 1927
Campionario dei caratteri di testo, 1934
Angelini Rota, Spoleto e d’intorni, 1910, 1915, 1929
Cinquantenario delle Arti Grafiche Panetto e Petrelli, 1953
Cronaca celebrativa del Cinquantenario della fondazione, 1953

I rendering sono stati realizzati da Studio Massimiliano Galli

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