Accadde a Spoleto: i grandi artigiani spoletini

I grandi artigiani spoletini protagonisti della Mostra dell’Artigianato Umbro del 1953.

Dall’8 al 23 settembre 1953 si svolge a Spoleto la sesta edizione della Mostra dell’Artigianato Umbro.

Tenutasi per la prima volta ad Orvieto nel 1948, la Mostra, in occasione della sesta edizione spoletina, raggiunge il suo acme. Lo si dice espressamente quando, nel catalogo della manifestazione, conservato alla biblioteca Comunale, si precisa che, per la priva volta, l’evento umbro viene inserito ufficialmente nel calendario nazionale delle Fiere, Mostre ed Esposizioni.

Nella prefazione al catalogo si dice che la mostra si svolgerà “al lato del magnifico San Domenico”. In una delle foto conservate in un album fotografico, tutto dedicato alla mostra, impressiona il monumentale ingresso della kermesse, innalzato tra via Pierleone e la parte absidale della chiesa di San Domenico, subito prima dell’immissione in piazza XX Settembre.

I numeri testimoniano il grande successo dell’iniziativa. Gli espositori sono più di duecento ed è ovviamente numerosa la compagine degli artigiani spoletini di cui vi proponiamo una selezione tratta dai materiali pubblicitari del catalogo ufficiale della manifestazione.

Manifesti artigiani

La scelta di Spoleto come location è coerente, spiegano gli organizzatori, con la grande tradizionale artigianale del territorio, robusto assetto dell’economia locale: «infatti [a Spoleto] l’artigianato fu sempre in grande onore e rappresentò da Giovanni Andrea di Ser Moscato, intagliatore insieme a Damiano Mariotti del magnifico Reliquiario del Duomo, al celeberrimo liutaio Eleuterio Leonardi, attraverso cinque secoli, parte principale dell’economia locale, con continuità non interrotta neppure al giorno d’oggi».

Panetto-e-Petrelli

Altra innovazione rispetto alle edizioni passate è che a Spoleto è stata organizzata una mostra retrospettiva che «intende illustrare questa tradizione [spoletina] unita a quella delle altre città umbre e vuole avere non soltanto un valore storico-artistico, ma significare altresì un incoraggiamento per l’artigiano di oggi cui la gloria del passato deve servire da viatico nel suo difficile e contrastato cammino».

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