A casa con i Longobardi: “Trame longobarde. Tra architettura e tessuti”

“Trame longobarde. Tra architettura e tessuti” nel suo viaggio per la Penisola è arrivata al Museo Sannitico di Campobasso dove è stata inaugurata sabato 29 maggio.

La mostra-dossier realizzata dal Comune di Spoleto nel 2013 e finanziata dalla Regione Umbria, L.R. 24/2003 nell’ambito del progetto “Musei che hanno stoffa”, con la curatela di Glenda Giampaoli e Giorgio Flamini e la consulenza scientifica di Donatella Scortecci e la collaborazione della scuola IIS Sansi-Leonardi-Volta, nel corso di questi 8 anni è stata ampliata e arricchita grazie ai contributi dell’Associazione Italia Langobardorum e del Ministero della Cultura, L. 77/2006 “Siti UNESCO”. 

Proponendosi come buona pratica per la didattica museale, nella sua nuova veste è stata diffusa in quasi tutta la rete del sito seriale (Spoleto, Monte Sant’Angelo, Brescia, Benevento, Cividale del Friuli) ma anche in musei che non ne fanno parte come al MANN di Napoli e ora al Museo Sannitico di Campobasso.

Ma qual è il legame con il Molise? Probabilmente non tutti sanno che a Campochiaro, nelle località di Vincenne e Morrione, alla fine degli anni Settanta è stata scoperta una necropoli con 400 tombe. I corredi ​rinvenuti​ sono in mostra proprio al Museo Sannitico di Campobasso. I cavalieri di Campochiaro, sepolti assieme ai loro cavalli, erano dotati di armi, cintura, calzari e un vasetto posto ai piedi del defunto. “Questo territorio era parte del Ducato di Benevento e in modo particolare a Campochiaro è stata scoperta una grossa necropoli con una popolazione bulgara che scappò dalla Grande Bulgaria (che si trova tra l’attuale Ungheria e la Moldavia) a cause delle guerre intestine e si rifugiò nella Longobardia”, spiega l’archeologo Davide Delfino. “Il re dei Longobardi era il duca di Benevento e li mandò nel Ducato di Benevento dove il figlio (che si occupava del Ducato) li infeudò tra Isernia e Sepino per averli come guerrieri che potessero difendere il Ducato dagli attacchi dei Bizantini. Generazione dopo generazione questi guerrieri si persero culturalmente perché si mischiarono alla popolazione longobarda autoctona diventando longobardi a tutti gli effetti”.
Il Polo Museale del Molise è socio aderente dell’Associazione Italia Langobardorum, ente di gestione del sito UNESCO dei Longobardi. 

L’associazione, dalla sua fondazione nel 2009,  ha sempre dedicato ai giovani particolare attenzione promuovendo e finanziando numerose iniziative, proponendosi come un vero e proprio laboratorio di buone pratiche, in cui il know how e l’esperienza del personale degli uffici UNESCO della rete diventano un patrimonio di conoscenza condivisa. 

Partendo da un lavoro che ha intrecciato insieme dati scientifici e ricostruzioni plausibili, la mostra-dossier intende proporre un’accurata lettura delle tecniche antiche di tessitura attraverso la ricostruzione di tessuti, abiti e telai in uso tra VI e VIII seco lo d.C.

La ricostruzione dei tessuti e degli abiti, in particolare, rappresentano il filo conduttore che ci porta a conoscere più da vicino il popolo Longobardo partendo da quelli che erano gli oggetti e i manufatti che sono parte integrante della vita quotidiana.

Tutti gli abiti sono stati realizzati per una metà con tessuti fatti rigorosamente a mano su telai orizzontali a licci riproducendo esattamente il numero dei fili di ordito e trama presenti al cm, nonché lo spessore degli stessi fili e le torsioni. Considerando che verosimilmente tali tessuti venivano realizzati da donne in ambito domestico sono state ipotizzate delle altezze del tessuto abbastanza ridotte e compatibili con telai verticali, a pesi o a doppio subbio, utilizzati nel periodo di riferimento. L’altra metà degli abiti è stata realizzata impiegando una tela di cotone industriale proprio per sottolineare che il modello dell’abito riproposto è il frutto di contaminazioni scientifiche e di elaborazioni dei curatori.

Proprio per il suo valore didattico, la mostra si compone anche di un baule, un’aula didattica autoportante contenente tutti i materiali necessari per il laboratorio. Le attività didattiche proposte con ‘Trame Longobarde’ – omogenee in tutta la Rete per metodo e contenuti – sono state formulate con lo scopo di condurre l’utente alla scoperta degli usi e dei costumi dei Longobardi intrecciando non solo fili, ma anche storie e saperi. Dopo una breve introduzione sulla storia, la cultura e l’abbigliamento di questo popolo, operatori didattici esperti – formati dagli stessi esperti del gruppo tecnico-scientifico del progetto – spiegano come realizzare un bracciale attraverso la tecnica della tessitura con i telai a tavolette. Al termine del laboratorio gli utenti porteranno con sé il bracciale e il kit di tessitura.

All’inaugurazione, a spiegare le peculiarità di questa mostra-dossier, la presidente dell’associazione Italia Langobardorum, la professoressa Rossella del Prete, nonché assessore alla Cultura del Comune di Benevento.

Dopo la tappa in Molise la mostra arriverà in Valtopina per essere allestita all’interno del Museo del Ricamo e del Tessile. La XIX edizione della Biennale del Ricamo e del Tessile, che si terrà dal 3 al 5 settembre 2021, ha infatti indicato nell’ambito del concorso “Ricamare l’Umbria” come tema “Il filo della storia: i Longobardi in Italia e nell’Umbria”. I partecipanti sono invitati a interpretare con le proprie tecniche tessili i segni dell’arte longobarda: dai gioielli alle armi, ecc.

La mostra-dossier proseguirà quindi il suo viaggio per essere ospitata a Campello sul Clitunno e, entro la fine dell’anno, a Castelseprio.

Buon lunedì con i Longobardi!

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