Accadde a Spoleto: il 18 maggio 1979 la città rende omaggio a Thomas Schippers

Nel maggio del 1979, la città si appresta a rendere l’ultimo omaggio ad uno dei grandi protagonisti del Festival di Spoleto, Thomas Schippers, il talentuoso e carismatico direttore d’orchestra cui si devono alcune delle pagine più gloriose dei primi decenni della manifestazione menottiana. Circonfuso di un alone leggendario e dotato di una grazia e di un fascino magnetico, esaltati da un physique du rôle divistico, Schippers viene stroncato da una terribile malattia all’età di 47 anni, nella sua casa di New York, nel dicembre del 1977.

Il suo grande amore per Spoleto e per il suo Festival, cui aveva legato indissolubilmente il suo nome, gli detta la decisione, contenuta nelle sue ultime volontà, di essere tumulato nella città umbra. L’urna contenente le ceneri di Schippers giunge a Spoleto da New York e viene temporaneamente sistemata a palazzo Comunale, nella cappella di San Ponziano.

Alla presenza del sindaco Mario Laureti, delle autorità e di tanti cittadini si svolge nel pomeriggio di venerdì 18 maggio, la cerimonia di tumulazione di cui vi proponiamo alcuni suggestivi scatti conservati alla fototeca della biblioteca Carducci.

18 maggio 1979 | Spoleto omaggia Thomas Schippers

Schippers è una delle personalità più amate del Festival come ricorda, in un affettuoso ritratto, Gianna Volpi nel suo “Spoleto Story” del 1982: «suscitò ammirazione in tutti, perfino negli spoletini , solitamente piuttosto indifferenti e critici nei confronti delle persone del Festival, che tuttora ne parlano con affettuoso rispetto […] Di lui si dice solo che era bello. Che era bravo. E che la magia che sapeva creare dirigendo un’opera o un concerto è irripetibile. Anche se la sua lapide a piazza del Duomo, dietro la quale per sua stessa volontà sono state poste le sue ceneri, non è una costante meta di pellegrinaggio, che passa di lì non può fare a meno di alzare gli occhi con un certo senso di rispetto e d’estate, durante il Festival, non manca mai una ginestra».

In un altro testo fondamentale per seguire il racconto delle cronache festivaliere, “La città e il Festival dei Due Mondi” di Gianni Toscano e Sandro Morichelli del 1987, si ricorda che dopo la cerimonia si svolse in serata, al Teatro Nuovo, un concerto dell’Orchestra Sinfonica di Roma della RAI-TV diretta da Gabriele Ferro con Margherita Rinaldi, Ernesto Palacio e Antonio Savastano.

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