Due appuntamenti per la rassegna Spoleto sul palco

Il 28 e il 30 aprile due spettacoli teatrali al Teatro Caio Melisso – Spazio Carla Fendi con la compagnie La Traussa e Dilettarti

Due gli appuntamenti in programma per la rassegna “Spoleto sul palco”, ideata dal Comune di Spoleto per promuovere le compagnie locali e inserita nel cartellone di “Accade in primavera a Spoleto”.

Venerdì 28 aprile alle ore 21.00 la Compagnia La Traussa porterà in scena al Teatro Caio Melisso ‘Spazio Carla Fendi’ la commedia Plinio Guerrini, lu meju de li becchini (ingresso a pagamento).

La vicenda è ambientata ai nostri giorni. Siamo nella stanza di una catapecchia che ha funzione di sala da pranzo, soggiorno e durante la notte anche di camera. Vivono qui moglie e marito con un figlio maschio e la madre del capofamiglia. Il capofamiglia ha una azienda di pompe funebri a Spoleto e il figlio gli dà una mano nel lavoro. Il tran tran quotidiano scorre normalmente, nella miseria più nera, finché un bel giorno…

LA TRAUSSA nasce nel 1995 con lo scopo di rivitalizzare il teatro di piazza organizzando eventi teatrali che mirino all’aggregazione scoaile, a divertire il pubblico, ad offrire momenti di riflessione su temi sociali che riguardano tutti. L’associazione, composta da attori non professionisti, è animata dallo scopo di divertire divertendosi. Lo spirito di affiatamento e di complicità contraddistinguono i componenti del gruppo. “La Traussa” è anche impegnata in un progetto di laboratorio con un gruppo di ragazzi disabili. Più di 10 testi teatrali in vernacolo spoletino sono stati rappresentati in teatri e paizze del centro Italia.

Domenica 30 aprile, sempre alle ore 21.00, sarà invece la volta della Compagnia Dilettarti che sul palco del Teatro Caio Melisso ‘Spazio Carla Fendi’ porterà Passeggiando sulla collina con Edgar e Fabrizio (ingresso a pagamento).

Scheda a cura di Fausto Manasse

Lo spettacolo che la neo-costituenda Associazione Culturale aps “DilettArti” propone, in questa prima edizione di Spoleto sul Palco, si intitola: “Passeggiando sulla Collina con Edgar e Fabrizio”. I nomi di Edgar e Fabrizio sono riferiti allo scrittore americano Edgar Lee Masters ed al nostro amato cantautore Fabrizio De André. Tra i numerosi Album dell’artista Genovese, uno dei più apprezzati e rappresentativi è certamente “Non al denaro, non all’amore né al cielo”, nove brani nei quali poesia e musica si fondono, dando vita a veri e propri capolavori. L’album fu interamente costruito sulla poetica di Masters dell’”Antologia di Spoon River” , libro profondamente amato da De André. La genialità degli epitaffi di Masters, nei quali centinaia di tipologie umane si raccontano, attraverso piccoli o grandi episodi o caratteri, tracciano delle personalità distinte che spinsero Fabrizio a scegliere alcuni personaggi e raccontarli in musica. Di grande supporto in questa sua nuova operazione fu la grande letterata Fernanda Pivano, curatrice della prima e più nota traduzione del libro di Masters, nonché l’apporto creativo del futuro premio Oscar Nicola Piovani, che ideò tutte le musiche dell’Album. I testi scritti da De André furono da molti considerati di una poesia talmente raffinata da superare gli epitaffi originari di Masters. Il libro di Masters fu pubblicato la prima volta nel Missouri l’anno 1915, mentre la prima edizione italiana, come detto a cura della Pivano, risale al 1943. L’Album di De André usci nel novembre del 1971, quando io ero appena quattordicenne. Devo dire che allora non fui particolarmente colpito dal disco, forse troppo profondo per la mia età, ma che lo scoprii in età matura. Al contrario l’originalità dell’Antologia di Spoon River fece si che ne affrontai la lettura sin dagli ultimi anni del liceo, mantenendone sempre il ricordo e l’apprezzamento. Recentemente , prima dei due anni bui del covid, mi venne in mente di combinare l’opera letteraria con quella musicale, creando un percorso tra i vari personaggi narrati seguendo un filo logico che li accomunasse. Va premesso che la maggior parte dei protagonisti degli epitaffi sono collegati tra loro per vincoli di parentela, interessi comuni, o casuale intersecazione di vita. La prima canzone dell’Album, intitolata “La Collina”, offre una visione generica dei luoghi e delle varie tipologie di persone che li hanno popolati e che hanno abbandonato la vita, le altre otto canzoni raccontano ciascuna un personaggio nominato per tipo o per professione. Abbiamo così Un Matto, Un Giudice, Un Blasfemo, Un Malato di cuore, un Medico, Un Chimico, Un Ottico ed infine “Il Suonatore Jones” il solo citato col nome. Le ventisei poesie scelte dall’Opera di Masters raccontano invece altrettanti personaggi citati sempre con i loro nomi, come per esempio la famiglia Pantiers: Benjamin, Mrs Pantier ed il figlio Reuben. A guidare lo spettatore attraverso questi gruppi di individui saranno tre attori, a rappresentare una nonna con i suoi due nipoti, i loro dialoghi forniranno piccoli spunti per capire le caratteristiche dei vari personaggi che si succederanno, interpretati da sei uomini e cinque donne. Ogni gruppo di personaggi recitato sarà seguito da una canzone. Pertanto tra canzoni ed epitaffi saranno in totale trentaquattro personaggi dell’Antologia a raccontarsi. La parte musicale è affidata a sette musicisti più la voce. Il cast completo per questa messa in scena è quindi costituito da un totale di ventidue persone. Personalmente mi sono occupato della scelta dei testi, dell’elaborazione dei dialoghi narrativi e della Regia , la direzione musicale è affidata al M.ro Cristian Tomassetti. Per la messa in scena dello spettacolo non è previsto nessun montaggio scenico, ma esclusivamente illuminazione e fonica.

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