In scena lunedì 4 marzo alle 20.45 al Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti nell’ambito della Stagione 23/24. Ottavia Piccolo e i Solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo, diretti da Sandra Mangini, si confrontano in scena con le parole di Stefano Massini e danno forma e struttura a un teatro necessario, civile, in cui il racconto dell’etica passa attraverso le parole, i timbri e le azioni di coloro che spesso non hanno voce.
A Spoleto in scena Cosa nostra spiegata ai bambini di Stefano Massini, con Ottavia Piccolo e I Solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo
Lunedì 4 marzo ore 20.45 al Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti

Un’attrice, un ensemble di voci, il palcoscenico: la storia di una donna, di una città, di un anno.
Con lo spettacolo Cosa nostra spiegata ai bambini, in scena lunedì 4 marzo alle 20.45 al Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti di Spoleto nell’ambito della Stagione 23/24, Ottavia Piccolo e i Solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo, diretti da Sandra Mangini, si confrontano in scena con le parole di Stefano Massini e danno forma e struttura a un teatro necessario, civile, in cui il racconto dell’etica passa attraverso le parole, i timbri e le azioni di coloro che spesso non hanno voce.
A volte, per spiegare le cose, dovremmo solo cercare le parole. Trovarle. Infine dirle, ad alta voce. La cosa più semplice. Raccontare di come a Palermo, il 19 aprile 1983, per la prima volta nella storia della città, una donna, Elda Pucci, la Dottoressa, è eletta Sindaco. Raccontare poi di come sempre nel mese di aprile, di un anno dopo, il giorno 13, Elda Pucci, la Dottoressa, è sfiduciata e, infine, di come a distanza di ancora un anno, il 20 aprile del 1985, la casa di Piana degli Albanesi di Elda Pucci salta in aria spinta da due cariche di esplosivo. Nel prima, nel mezzo, nel dopo, lì dove tutto si impasta come la calce, come la colla, i miliardi dell’eroina, gli assassinii del Generale Dalla Chiesa, di Michele Reina, di Piersanti Mattarella, di Pio La Torre, dello scrittore Pippo Fava, il cemento di Vito Ciancimino, gli Inzerillo, i Badalamenti, i Buscetta, l’avvento di Totò Riina. Chiddi forti, chiddi no e chiddi più. E la città di Palermo che per la prima volta, durante il mandato di Elda Pucci, la Dottoressa, si costituisce parte civile in un processo di mafia. Se riuscissimo a spiegare Cosa Nostra come ai bambini, tutto sarebbe diverso. Eppure le parole più semplici, a volte, sono quelle più difficili da trovare, quelle che solo il teatro riesce a dire.

“Cosa
Nostra spiegata ai bambini è
la biografia poetica di Elda Pucci nell’anno in cui fu sindaco di
Palermo – spiega la regista nelle
sue note – Era
il 1983/1984, quello dell’ascesa dei Corleonesi a capo di Cosa
Nostra, un periodo particolarmente sanguinario. Elda Pucci era
pediatra e fu portata alla guida della città dalla Democrazia
Cristiana, per dare un segnale di cambiamento, ma si trattava
evidentemente di uno specchietto per le allodole. Elda, dal canto
suo, commise l’errore di operare con coscienza e onestà, nel
rispetto del ruolo istituzionale che le era stato affidato, andando a
mettere il dito su un sistema di interessi, saldamente intrecciati
tra Cosa Nostra e la politica stessa.
Per questo motivo non
arrivò a governare nemmeno un anno e fu sfiduciata. La sua voce è
quella di una donna che ha tentato, con atti semplici e decisi, di
contrastare la pratica mafiosa nelle sedi di governo, rifiutando la
connivenza con quello Stato-ombra o contro-Stato che è la mafia. A
un fenomeno di tale gravità, tuttora attivo ma poco percepito in
quanto tale, protetto da una sorta di rimozione diffusa, se non da
vera complicità, si contrappone la chiarezza di pensiero e d’azione
di Elda, che ci riporta all’universo infantile da lei ben
conosciuto, quale strada per il cambiamento del destino del nostro
paese e delle nostre stesse vite. La storia di Elda sindaco è
scandita in dieci episodi, ognuno dei quali porta il nome di un
bambino: Gegé, Ruggero, Sasà, Ancilina… i suoi pazienti dei
quartieri poveri, le cui storie affiorano alla sua memoria come
esemplificazioni che illuminano ciò che le sta accadendo. C’è
anche un capitolo dedicato a Totò, un piccolo Salvatore Riina agli
esordi della sua scelta criminosa; e, significativamente, c’è un
capitolo finale intitolato a Elda, in una sorta di identificazione
con lo stato di fragilità e impotenza dell’infanzia.
In uno
spazio narrativo e sonoro mutevole, denso di enigmi e apparizioni,
Elda combatte contro l’ombra e il silenzio, senza riuscirci. Una
storia talmente reale da far venire i brividi”.
BIGLIETTI e INFO – È possibile prenotare al Botteghino Telefonico Regionale del Teatro Stabile dell’Umbria 075 57542222, dal lunedì al sabato dalle 17 alle 20.
Acquisto online: www.teatrostabile.umbria.it
COMUNICAZIONE RINVIO SPETTACOLO “VENERE NEMICA” – Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti di Spoleto, Stagione teatrale 23/24
Per motivi di salute dell’artista Drusilla Foer, lo spettacolo VENERE NEMICA, in programma sabato 16 marzo al Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti di Spoleto, è RINVIATO a domenica 28 aprile alle ore 20.45
I biglietti acquistati per il 16 marzo saranno validi per la replica del 28 aprile.
L’eventuale
richiesta di rimborso dovrà avvenire entro …. e si dovrà fare
riferimento al canale di acquisto utilizzato:
– per l’acquisto
online scrivere a biglietteria@teatrostabile.umbria.it;
–
per l’acquisto al botteghino, recarsi al
Teatro Nuovo di Spoleto nei
giorni di apertura: lunedì 4 marzo e sabato 16 marzo dalle ore 17
alle ore 20.45, riconsegnando il biglietto cartaceo.



