
Il Festival dei Due Mondi di Spoleto riserva al suo pubblico 17 giorni di grande spettacolo, con opere, concerti, balletti, recital, piece teatrali, insieme a rassegne di cinema, laboratori, convegni, incontri, premi, concorsi, eventi speciali, con uno sguardo attento anche all’arte contemporanea.
Alla sua 58a edizione, il Festival di Spoleto conferma il suo carattere originale e il prestigio di un importante appuntamento internazionale. Storico luogo di incontro tra culture diverse, offre oggi una consolidata vetrina ai grandi artisti e a quelli emergenti e soprattutto e’ inarrestabile officina di produzioni originali.
Il manifesto di questa edizione e’ firmato da Botero, al quale sara’ dedicata anche una mostra a Palazzo Comunale, mentre tra gli artisti e le personalita’ in cartellone spiccano, fra gli altri, Juliette Greco, James Conlon, Bernard-Henry Levy, Ninetto Davoli, Sara Baras, Adriana Asti, Eleonora Abbagnato, Lucrezia Lante della Rovere, Robert Wilson, Mikhail Baryshnikov, Alessio Boni.
Il concerto finale, dedicato alle musiche di Schubert e Brahms, sara’ diretto da Jeffrey Tate.

Definito dal NY Times il piu’ conosciuto artista latinoamericano, Fernando Botero sara’ a Spoleto per inaugurare una mostra che presenta quarantotto sculture in gesso provenienti dalla collezione privata del Maestro. Le opere rappresentano un’ampia sintesi della sua attivita’ scultorea. La mostra sara’ ospitata nella sede del Palazzo Comunale di Spoleto dal 27 giugno al 20 settembre 2015. Per la prima volta Fernando Botero espone le sue opere a Spoleto e illustra il Manifesto ufficiale del Festival dei 2 Mondi.
All’ interno del Palazzo Comunale, nella Cappella palatina di San Ponziano, nella Sala dello Spagna, Sala dei Duchi e Sala della Prigione, saranno collocate le opere del grande artista Colombiano. Un prezioso laboratorio didattico che illustrera’ il modo di operare dello scultore Fernando Botero (Medellin 1932). Le 48 sculture in gesso rappresentano tutto il suo mondo: cavalieri, centauri, figure maschili e femminili, ballerini, gatti, cavalli e tori. Queste opere vogliono sintetizzare il percorso che il Maestro Fernando Botero ha iniziato nel 1973. Il gesso rappresenta una struttura matrice. Per molto tempo, le opere in gesso sono state trascurate, poiché considerate solo copie, di scarso valore artistico e formale. Oggi invece si e’ compreso il loro essere testimonianza unica di capolavori: molte di queste opere in gesso sono diventate pezzi unici al mondo dopo che gli originali in marmo sono andati perduti o distrutti. Sculture di Botero si trovano nelle strade e piazze delle piu’ importanti citta’ del mondo. E una scultura monumentale in bronzo posta all’esterno del Palazzo Comunale di Spoleto indichera’ il percorso della mostra.
La mostra e’ stata promossa dal Comune di Spoleto, per il 58 festival dei due Mondi, con il patrocinio della Regione dell’Umbria, Provincia di Perugia, Fondazione Festival Dei Due Mondi Spoleto, Universita’ per Stranieri di Perugia, Ambasciata della Colombia in Italia e curata da Arteinternazionale.
Orari di apertura:
opening sabato 27 giugno ore 18.30
dal 28 giugno al 12 luglio
dalle ore 10.00 alle ore 23.00
dal 13 luglio al 20 settembre
dalle ore 10.00 alle ore 19.00
La mostra sara’ inaugurata nel Palazzo Comunale di Spoleto dal Sindaco Fabrizio Cardarelli, alla presenza del Maestro Fernando Botero, oltre ad esponenti di rilievo del panorama culturale ed istituzionale dell’Umbria. Rimarra’ aperta tutti i giorni, in orario continuato, dalle 10 alle 19,00 fino al 20 settembre 2015. Durante il periodo del Festival la mostra rimarrà aperta fino alle 23,00.
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Il tracciato della vecchia ferrovia Spoleto-Norcia è al centro della ricca manifestazione organizzata dall’ASD MTB Club Spoleto.
Sabato 5 settembre è prevista la cronoscalata per i ciclisti più allenati, mentre domenica 6 settembre tutti potranno partecipare alla pedalata lungo il suggestivo percorso, tra tunnel, ponti e paesaggi mozzafiato.
Inoltre, dal 4 al 6 settembre, tre giorni di musica, concerti, apericene, esposizioni di foto, vestiti ed auto d’epoca nelle piazze di Spoleto.
Per iscrizioni e informazioni: www.laspoletonorciainmtb.it
Un importante evento musicale che nasce nel quadro delle attività di collaborazione che l’associazione culturale giovanile Bisse di Spoleto intrattiene con altre realtà musicali europee: sabato 5 settembre 2015 alle ore 21 al Teatro Nuovo “G.C. Menotti” di Spoleto è in programma un concerto di musica classica con composizioni di Vivaldi ed Haendel, in particolare il “Magnificat” di Vivaldi, diretto dallo spoletino M° Mauro Presazzi e un’ampia selezione di movimenti del “Messiah” di Georg Friedrich Haendel, diretti dal M° Bodo Bischoff.
Insieme al coro dell’associazione Bisse, e con la preziosa collaborazione del Goethe Institut, sul palco anche alcuni allievi dell’Accademia Santa Cecilia di Roma, la Internazionale ChorAkademie (con base a Berlino ma che accoglie circa 100 tra musicisti e coristi da varie parti d’Europa) ed altre formazioni corali del territorio, quali il coro dei Cantori di Canniola (Trevi) e il coro Canto Ergo Sum (Spoleto).
Il costo del biglietto del concerto è di 10 Euro (5 Euro per i ragazzi al di sotto dei 15 anni) + diritti di prevendita. La prevendita è disponibile fino al 4 settembre presso il Bar Fratelli Farroni (Catarinelli) dalle 17,30 alle 19,30, ed in teatro il giorno dello spettacolo a partire dalle ore 10. Sulla pagina FB dell’associazione si possono seguire tutti gli aggiornamenti.
Saranno oltre duecento gli ambulanti presenti martedì 8 e mercoledì 9 settembre alla più importante e caratteristica delle fiere cittadine. La storica fiera dell’8 e 9 settembre accoglierà infatti 203 ambulanti. Si tratta del numero massimo di presenze fatte registrare per l’edizione che si svolge da qualche anno nella zona del viale della Stazione.
Anche quest’anno quindi, dopo lo spostamento dell’edizione 2012, la tradizionale fiera dell’8 e 9 settembre si terrà nella zona di Viale Trento e Trieste, Via F.lli Cervi, Via Caduti di Nassiriya, al parcheggio della Spoleto-Norcia, in via Flaminia, in via Nursina, piazza della Vittoria e piazza Garibaldi.
Concerto offerto dalla Regione Metropolitana del Rhein-Neckar in occasione del 10° anniversario di gemellaggio tra Spoleto e Schwetinzgen
Direttore: Andreas Treibel
Programma
Giovanni Battista Pergolesi (1710-1736)
“Vidit suum dulcem natum”
“Cujus animam gementem”
Arie per soprano e orchestra da “Stabat Mater”
Jean Sibelius (1865-1957)
“Andante Festivo” per orchestra
Franz Schubert (1797-1828)
“Salve Regina” per soprano e orchestra
Andante con moto
Astor Piazzolla (1921-1992)
“Histoire du Tango” per flauto e orchestra d’archi
Arrangiamento di Fabio Conocchiella
1. Bordel 1900
2. Cafè 1930
3. Nightclub 1960
4. Concert d’aujourdhui
Giovanni Battista Pergolesi (1710-1736)
“Stizzoso, mio stizzoso”
Aria per soprano e orchestra da “La Serva Padrona”
John Rutter (*1945)
da “Suite for Strings”
“I have a bonnet trimmed with blue”
“O waly waly”
“A-Roving”
Solisti:
Sarah Rulli, flauto
Luisa Burger, soprano
Junge Philharmonie Rhein-Neckar
Andreas Treibel, direttore
Ingresso libero
Nell’ambito delle iniziative per la celebrazione del 10° anniversario del gemellaggio tra le città di Spoleto e Schwetzingen, dal 19 settembre (inaugurazione alle 17.00) al 18 ottobre sarà possibile visitare la mostra fotografica di Ferdinando Cioffi, allestita presso i locali dell’ex Monte di Pietà, in via Saffi 12.
Ferdinando Cioffi è uno dei più noti fotografi ritrattisti d’Italia. Gestisce il suo atelier a Milano e di tanto in tanto trascorre dei periodi a Schwetzingen. Il “fotografo dei VIP” presenta ora una rassegna di ritratti a Spoleto, in occasione del decennale del gemellaggio della città con Schwetzingen.
Coltiva la passione per la fotografia fin dalla gioventù. La famiglia Cioffi vive per alcuni anni negli Stati Uniti. Qui, negli studi newyorkesi di Richard Avedon e Irving Penn, il giovane Ferdinando acquisisce i rudimenti tecnici ed estetici sui quali fonderà in seguito la sua arte fotografica. Da questi due grandi fotografi ritrattisti e di moda del ventesimo secolo, non solo recepisce le prime idee sullo sfaccettato rapporto con la luce, ma apprende anche i segreti della fotografia ritrattistica: cogliere l’essenza di una persona e catturarla con l’obiettivo.
Ferdinando Cioffi mette in pratica magistralmente e con uno stile inconfondibile queste prime competenze acquisite, ritraendo personalità di spicco come Catherine Deneuve, Paul Bocuse, Baron Rothschild, la famiglia Barilla, Louis Vuitton o Fernando Botero. Oltre a questi personaggi “ricchi e famosi”, egli fotografa anche “signori nessuno”, persone comuni dai volti espressivi, caratterizzate da una bellezza marcata, da un carisma particolare. Cioffi sfrutta volentieri queste scoperte dei primi anni nelle sue fotografie pubblicitarie. È il caso, ad esempio, della studentessa romana Barbara Stori, il cui mezzo profilo richiama alla mente la bellezza aristocratica degli antichi busti romani.
Ferdinando Cioffi crea con il suo obiettivo composizioni che ricordano i dipinti di fine ‘500, inizio ‘600. Organizza e compone tutti i protagonisti in una messinscena teatrale. Plasma con la sua macchina fotografica, lascia emergere i soggetti da uno sfondo incredibilmente scuro accompagnandoli sotto la luce dei riflettori o li trasferisce in una scena che si adatta perfettamente alle loro azioni. Teatrali sono anche i gesti e le pose degli individui rappresentati e i loro accessori. Niente è lasciato al caso, tutto è attentamente scelto al fine di suggerire informazioni essenziali su tali individui.
I ritratti mostrano un’elevata sensibilità e una particolare empatia da parte del fotografo, che riesce a percepire e trasferire nella fotografia l’unicità e la forza interiore di un soggetto. Esso viene fotografato, solenne, seppur privo di pathos, posato, non importuno, consapevole della sua bellezza, del suo significato, della sua unicità e del suo status.
La sofisticata regia della luce di Cioffi dona un accento drammatico all’immagine e fornisce ulteriori informazioni sull’essenza della persona rappresentata. La capacità di plasmare con la macchina fotografica serve ad aumentare lo spazio e l’espressività. La luce illumina i singoli tratti del soggetto facendolo sembrare dipinto. A volte esso viene fotografato leggermente dal basso, per farne percepire in modo sottile e allo stesso tempo rispettoso la dignità e la grandezza.
I ritratti di gruppo appaiono come scenari di vita moderna, nei quali si arricchiscono vicendevolmente le concezioni dei corpi, degli spazi e della direzione della luce. La rigorosa articolazione dei piani dell’immagine assimila queste rappresentazioni di genere a Tableaux vivants. In queste opere si riesce a percepire appieno il gusto di Cioffi per la composizione e l’organizzazione. Ogni dettaglio è modellato e nitidissimo, ogni attore concentrato sul suo movimento e sulla sua azione. Sguardi e gesti si determinano scambievolmente. Tutto è orientato all’equilibrio, alla bellezza, all’armonia e a un’adeguata proporzione. Gli spazi figurativi seguono un ordine in cui l’illuminazione è nuovamente guida teatrale. Immerse in una splendida luce, queste opere di genere mostrano una posata adeguatezza. Regna una solenne tranquillità, la stessa che ritroviamo in alcuni pittori rinascimentali, come ad esempio Piero della Francesca.
Ferdinando Cioffi gioca con gli espedienti pittorici caratteristici della storia dell’arte italiana. Le fotografie sono segnate da una profonda gravità. Con il suo straordinario gusto per l’estetica, l’armonia e le proporzioni, Cioffi si dimostra un umanista, mentre con il suo modo di rappresentare i soggetti illuminati teatralmente ripropone le atmosfere dei chiaroscuri del primo barocco. Nel suo autoritratto, Ferdinando Cioffi, con mezzo profilo in ombra, emerge da uno sfondo buio e si presenta per quello che è: un maestro del chiaroscuro, il Caravaggio della fotografia.
Dr. Barbara Gilsdorf
Responsabile Ufficio Cultura Comune di Schwetzingen





