Accadde a Spoleto: bozzetti d’autore al Festival dei Due Mondi (2)

In occasione di Spoleto ‘64, la rubrica “Accadde a Spoleto” vuole rendere omaggio, per la seconda volta consecutiva, al genio e alla creatività di grandi scenografi e costumisti che sono stati protagonisti della storia del Festival dei Due Mondi. Lo fa attraverso una piccola ricognizione visiva che non ha certo pretesa di esaustività e che si propone come una breve antologia di riproduzioni tipografiche, realizzate per programmi e cataloghi, di bozzetti di scene e costumi, tratti da memorabili spettacoli del Festival. Tutto il materiale, in corso di riordino, è conservato alla fototeca della Biblioteca Comunale “G. Carducci”.

Come per la scorsa settimana, i nomi che vi presentiamo rappresentano una sorta di gotha della scenografia e dell’ideazione dei costumi. Cominciamo da una personalità che, senza tema di smentita, è stata una delle più grandi di sempre, per rigore e visionarietà: Piero Tosi.

Soprattutto nel cinema, con Fellini, Zeffirelli, De Sica, Pasolini ma in particolare con Visconti, Tosi ha saputo fondere in maniera magistrale l’amore per il dettaglio e la rispondenza storica con una capacità rara di usare i costumi non solo in funzione esteriormente rappresentativa, ma facendone una vera e propria estensione dei personaggi, un mezzo privilegiato per estrinsecarne l’interiorità. E proprio accompagnando Visconti che Tosi inventa i costumi (cui si riferisce la riproduzione del bozzetto che vi presentiamo) di un memorabile “Macbeth”, l’opera che aprì nel 1958 il primo Festival dei Due Mondi. Tosi e Visconti collaboreranno di nuovo insieme per il Festival di Spoleto nel 1963 con “La Traviata” e nel 1973 con la “Manon Lescot”.

Già messasi in luce come illustratrice per Vogue, Lila de Nobili è una delle interpreti più raffinate e eleganti della ideazione scenografia e del costume design, dalla fine degli anni ‘40 ai ‘60, costruendo sodalizi duraturi sopratutto con Visconti, Zeffirelli, Rouleau. Proprio per Rouleau, nel 1958 a Spoleto, cura i costumi dell’”Arlesienne”. Lo splendido bozzetto qui riprodotto si riferisce invece alla “Bohème” del 1960 diretta a Spoleto da Menotti. Tornerà varie volte al Festival, per esempio curando, per Visconti nel 1973, le scene della “Manon Lescaut”, cui, come accennavamo sopra, collaborò anche Tosi per i costumi.

Assistente di Lila de Nobili è stata Claudie Gastine che proprio al Festival di Spoleto del 1967 conobbe una delle sue prime affermazioni internazionali come costumista grazie allo spettacolo “Il furioso all’isola di San Domingo” di Donizetti. Il bozzetto della Gastine che vi proponiamo è stato realizzato per la “Cenerentola” del 1978, uno spettacolo con la regia di Jean-Marie Simon che aveva debuttato l’anno precedente all’Opera di Lione. La Gastine collaborerà col Menotti regista per i costumi sia delle “Nozze di Figaro” nel 1990 sia dell’”Onegin” nel 1996.

Altro allievo del magistero di Lila De Nobili è stato Pierluigi Samaritani. I bozzetti firmati da Samaritani si riferiscono alla sfarzosa produzione dei “Racconti di Hoffman”, realizzata per il Festival di Spoleto del 1989, di cui curò regia, scene e costumi. Molto del denso curriculum di Samaritani ha a che fare con Spoleto e il suo Festival, da quando nel 1968 curò le scene e i costumi del “Tristano e Isotta” per la regia di Menotti, di cui è stato affezionatissimo collaboratore per le scenografie e i costumi (“La Medium” nel 1969, il “Don Pasquale” nel 1975, “Maria Golovin” nel 1977, il “Parsifal” nel 1987, “I Maestri Cantori di Norimberga” nel 1992). Prima dei “Racconti di Hoffman” aveva curato le scene e la regia della “Sonnambula” a Spoleto ‘79.

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