Domenica 10 aprile 2022, ore 11 | Sala Pegasus
CONCERTO NELL’AMBITO DEL PROGRAMMA PER LA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA 2022
Con questo appuntamento inserito nel Programma del Comune di Spoleto per la Giornata Internazionale della Donna 2022, l’Associazione Officina d’Arte e Tessuti inizia una nuova serie di concerti rivolti alla musica del 1° e 2° Novecento e del 2000.
Un contributo per la diffusione della musica di un periodo ricco di nuove espressioni, specialmente quella del secondo Novecento quando avviene, come scrive Paolo Rotili, “una vera esplosione di tendenze, idealità, ricerca, tecniche compositive e scritture musicali”, in particolare con la generazione di musicisti quali Luigi Nono, Luciano Berio, Sylvano Bussotti, Mauro Bortolotti, Salvatore Sciarrino ed altri.
Nella rassegna, che giungerà fino al 2023, sarà anche presente la generazione nata alla fine dell’800. Nel concerto del 10 Aprile sono presenti tre musicisti che, pur nella diversità culturale, hanno in misura differente espresso un mutamento del linguaggio musicale: Luciano Berio, un protagonista del secondo ‘900; Alfredo Casella, nato alla fine dell’800 e dunque attivo nel primo ‘900; Castelnuovo Tedesco, che è presente nel primo ‘900 con una personale visione musicale, dovuta anche alla permanenza negli USA.
SCHEDA TECNICA
Organizzazione: Associazione Officina d’Arte e Tessuti – Spoleto
A cura di Pierfrancesco Caprio e Fabio Caprio
Dove: Sala Pegasus, Piazza G. Bovio
Orario: ore 11 B
Biglietti: gratuito con possibilità di donazione per l’Associazione (5€)
I compositori: Luciano Berio, Mario Castelnuovo Tedesco, Alfredo Casella Le interpreti: Nyla Van Ingen, Soprano//Eleonora Porzi, Flauto//Lucia Sorci, Pianoforte
Info e prenotazioni: officinadartetessuti21@gmail.com | +39 333 3763011

LUCIANO BERIO (1925 – 2003)
Nella seconda metà del Novecento una nuova generazione di compositori quali Boulez, Lygeti ed. altri propone nuovi obiettivi e linguaggi, oltre ad una diversa concezione della musica. Un periodo, quello alla fine della II Guerra mondiale, dove mutano le condizioni di carattere sociale, culturale ed economico. Molti artisti superano allora il trauma con la razionalità, la tecnica ed il rigore. Altri, invece, percorrono strade svincolate dai rigori
tecnicisti e ricercano ambiti più liberi da vincoli. Sono musicisti noti, come Luigi Nono, Bruno Maderna e soprattutto Luciano Berio, che è stato uno dei massimi esponenti del secondo ‘900. L’importanza di Berio è quella di aver considerato la musica non come un territorio ristretto, lontano dalla vita. Il suo è un invito, ai musicisti ma anche a tutti noi, ad allargare gli orizzonti, non distruggendo mai il passato Di qui il suo grande impegno nella promozione della musica moderna e la sua continua ricerca. Va ricordato che insieme a Maderna dette vita al famoso Studio di fonologia di Milano.
MARIO CASTELNUOVO TEDESCO (1895 – 1968)
Un musicista maggiormente legato ai canoni tradizionali della musica, un’altra espressione della musica del primo ‘900. Nacque a Firenze da una famiglia di banchieri senesi di origine ebraica. Dopo i diplomi di composizione e pianoforte (dal 1914 al 1918), nel 1925 vinse un concorso di composizione con La Mandragola di Machiavelli. L’opera fu rappresentata al Teatro La Fenice di Venezia, ma nel 1939 a causa delle famigerate leggi razziali fu costretto a lasciare l’Italia per gli Stati Uniti d’America, dove ricevette un contratto con la Metro Goldwin Mayer per comporre colonne sonore per film (il Dottor Jekyl e Mister Hyde, Dieci piccoli indiani ecc.). Ottenne la cittadinanza americana nel 1946. Oltre le musiche da film compose numerose opere tra le quali: Tre corali su melodie ebraiche, Suite nello stile italiano, Sonata per Chitarra Omaggio a Boccherini, 24 Caprichos de Goya, Due concerti per violino e due quintetti per chitarra, pianoforte ed archi.
Il concerto prevede Candide da Voltaire. Un’opera per pianoforte composta nel 1944 con la prima esecuzione nel 1949 a Los Angeles.
ALFREDO CASELLA (1883 – 1947)
Fu una figura di punta nella musica in Italia fra le due Guerre mondiali. Il suo progetto di musica italo moderna fu espresso attraverso un documento firmato dallo stesso compositore con Malipiero, Davico, Bastianelli e Ferranti e con l’esecuzione del concerto di musiche italiane tenuto a Parigi il 2 febbraio 1914. Da qui prende avvìo la cosiddetta Generazione dell’Ottanta (Alfano, Casella, Malipiero, Pizzetti, Respighi). A costoro va il merito di avere riportato in auge la tradizione strumentale italiana, rimasta ai margini rispetto al melodramma. Ma questo ritorno della musica strumentale fu marcato da una prospettiva nazionalistica, che ridusse e in qualche caso vanificò in Casella lo spirito riformista dell’epoca, facendo mancare i suoi contatti con le avanguardie europee. Nonostante i limiti del contesto che ne vide la nascita, la musica di Casella merita di venire
riproposta ed ascoltata senza pregiudizi. Fra i compositori della Generazione dell’Ottanta Casella fu certamente quello più aperto verso l’Europa, per la sua stessa formazione, che lo aveva visto studente a Parigi nella classe di Gabriel Fauré e per i suoi contatti professionali e di amicizia con tutti i più grandi compositori europei.
Di Casella è in programma, oltre la Barcarola e scherzo per flauto e pianoforte (1903), la famosa Sicilienne et burlesque (1917) op. 23 bis. Opera della cosiddetta terza maniera del musicista, già sperimentata con gli 11 pezzi infantili per pianoforte e le trecentesche. Fu un aspetto nuovo del Maestro, tra il 1914 e il 1920, poi abbandonato. Di fronte ad accordi dissonanti frequentemente di nona, si snoda una melodia tipica della languida nenia italiana, addolcita dagli ornamenti. La Sicilienne raggiunge uno dei momenti più interessanti del lirismo dell’Autore.
Spoleto, mercoledì 6 aprile 2022



