Accadde a Spoleto: nel 1940 la visita dei duchi di Spoleto al nuovo ospedale

19 maggio 1940: i duchi di Spoleto Aimone di Savoia-Aosta e Irene di Grecia visitano il nuovo ospedale di Spoleto

Il 31 gennaio 1931, per interessamento di Pompeo Pompei, l’allora Presidente della Congregazione di Carità, viene data alle stampe una pubblicazione molto particolareggiata, una ricerca studiata e ponderata «per impostare concretamente il grave problema del nuovo ospedale di Spoleto […] in una dettagliata esposizione delle disponibilità relative alla costruzione dell’ospedale, contabilizzate al 31 dicembre in Lire 1.120.824,42».

È da questo documento che scaturiscono tutta una serie di azioni e di iniziative che portano, nel giro di un paio di anni, alla individuazione di un terreno di proprietà dei conti Travaglini per ricavarne, insieme all’area occupata dai frati minori conventuali nei locali dell’ex collegio dei Barnabiti della Madonna di Loreto, la sede adatta alla costruzione del nuovo, moderno ospedale della città. Troppo fatiscenti e inadeguati gli spazi della vecchia struttura ospedaliera all’interno dell’ex monastero nel borgo di San Matteo, con tutta la sua strumentazione obsoleta e le sue precarie condizioni igieniche, troppo lontani da quei criteri improntati alla moderna pratica medica e ai migliori standard sanitari che l’epoca consente.

«L’ospedale di Spoleto non è una casa ospitaliera, perché in essa troviamo tutti i difetti, tutte le mancanze, tutti gli inconvenienti che presenta il vecchio convento, in confronto del fabbricato moderno, costruito secondo le regole dell’igiene e dell’economia”: sono parole pronunciate, due decenni prima, da Pasquale Laureti in una pubblicazione del 1911, dal titolo “Per la nascita di un ospedale” che è una collettanea di articoli scritti per la “Giovane Umbria”.

Quello dell’ospedale è un tema molto sentito in città. Nei giornali dell’epoca ricorrono locuzioni come “problema grave, insoluto, il più sentito, aspirazione sospirata, opera indispensabile”.

“L’Alta Spoleto”, pubblicazione della Pro Loco, segue da vicino lo svolgersi dei lavori per la costruzione del nuovo ospedale civile di Loreto. Nel numero del 21 luglio del 1934 si dà come già «assodato [che] il fabbricato dell’antico podere agrario e del nuovo monastero [dei Barnabiti, accanto alla chiesa di Loreto n.d.r] diverranno la sede del futuro e moderno Ospedale della città».

“L’Alta Spoleto” fa campeggiare, nel numero del 27 aprile del 1935, il prospetto della facciata principale del nuovo ospedale, secondo un progetto che prevede il coinvolgimento di oltre 70 operai e i cui lavori sono in predicato di iniziare a giorni.

La consegna ufficiale, infatti, avviene sabato 15 giugno 1935, con gli interventi di costruzione programmati per il lunedì successivo. Non è un caso se la pubblicazione – sotto la cui testata si legge al tempo “Settimanale Fascista” – sottolinei fieramente che l’inaugurazione è già stata fissata per l’anno successivo, in occasione della data fatidica del 21 aprile. Il 22 giugno si sta ancora procedendo con le opere di demolizione. Il 27 luglio il fabbricato del monastero è totalmente sgomberato. Il 14 settembre del ‘35 un articolo più denso ricorda le numerose oblazioni e i contributi a favore dell’ospedale da parte di privati e di enti a partire dal 1932 e sottolinea che «L’amministrazione congregatizia dispone a tutt’oggi per la costruzione e l’attrezzatura moderna del nuovo ospedale della somma di Lire 1.061.088,42.» Altro aggiornamento il 28 settembre. Le opere di demolizione sono quasi completate, risultano in fase avanzata i nuovi corpi di fabbrica ed è «iniziata la costruzione del padiglione necrologico».

Il 24 dicembre del 1935 viene esposto in una sorta di cerimonia pubblica, di fronte a numerose autorità, nei locali della Pro-Spoleto, il bozzetto dell’ospedale, eseguito dall’artigiano Orlando Barberini, su disegno di Alberto Ricordi, direttore dell’ufficio tecnico comunale, autore del progetto di costruzione. L’articolo sottolinea che la spesa preventivata per i lavori è di 600mila lire per la trasformazione del fabbricato e 700mila lire per l’istallazione degli impianti sanitari e dei gabinetti scientifici, che il nuovo ospedale sarà capace di ospitare cento posti letto e che si deve alla volontà e capacità del podestà Domenico Spinelli, che ha saputo risolvere il problema «superando non lievi difficoltà di ogni ordine», la concretizzazione di un risultato a lungo atteso.

Alta Spoleto | 21.7.1934

Il 1° febbraio i lavori murari sono giunti ad un punto tale da permettere l’esecuzione dei nuovi solai. Gli operai che lavorano sono scesi a 35. Intanto il tempo passa e così la speranza di inaugurare la strutture nella data del 21 aprile, tant’è che il 4 giugno il giornale si augura che la presidenza della Congregazione di Carità si faccia sentire perché tutto possa procedere più speditamente. Il 13 giugno l’ossatura del fabbricato è quasi completa ma sorgono difficoltà per l’approvvigionamento del materiale. Il 2 agosto altro aggiornamento: l’estensore dell’articolo ha l’occasione di compiere un sopralluogo all’interno del costruendo ospedale e di rimanere impressionato dalla vastità delle sale e degli spazi. Si dà conto anche di piccole varianti in corso d’opera: la facciata su Collerisana verrà rifatta «togliendo le attuali e barocche sovrastrutture in gesso, per poter ottenere così un tutto organico e decoroso».

Il 3 ottobre, ormai sfiorata definitivamente la possibilità di inaugurare il nuovo ospedale entro il 1936, il giornale parla esclusivamente del materiale edilizio utilizzato per la costruzione, celebrando la natura autarchica del “populit”, un materiale di produzione italiana dalle particolari caratteristiche e peculiarità tali da consentire notevoli economie di spesa e un’accelerazione dei lavori. Il 24 ottobre è l’occasione per onorare la memoria di quanti, nel lungo tempo intercorso tra l’idea e la sua realizzazione, hanno sostenuto economicamente l’ospedale.

Passano ancora altri mesi. Si arriva al 22 maggio 1937. Altro sopralluogo, questa volta insieme al Presidente della Congregazione di Carità Peppino Del Rio. L’ospedale è ormai quasi ultimato, se ne apprezzano le linee architettoniche e la particolare ubicazione. Ma ahimè per l’apertura dovrà passare ancora molto tempo.

Al di là di una breve citazione, nel numero del 16 ottobre del 1937, tra le opere pubbliche in essere contemplate nel bilancio preventivo del Comune, del nuovo ospedale si torna a parlare nel numero del 29 ottobre del 1938. Questa volta ci siamo. Sempre facendola coincidere con un anniversario littorio, in occasione del XVI anniversario della Marcia su Roma, la secolare aspirazione ad avere un ospedale moderno e funzionale trova concreta realizzazione. Il giorno 28 ottobre a Spoleto vengono inaugurate due importanti opere pubbliche: il nuovo ospedale e la scuola elementare della Cerquiglia.

Il 28 gennaio del 1939, l’Alta Spoleto informa che il nuovo ospedale non è ancora operativo: sarà soltanto l’11 marzo, ci dice il giornale, che verranno trasferiti i malati dalla vecchia sede dell’ospedale dell’ex monastero di San Matteo nella nuova struttura, sorta accanto alla chiesa di Loreto.

Ospedale di Spoleto

Qualche tempo dopo, il 19 maggio del 1940, durante la visita in città dei duchi di Spoleto Aimone di Savoia-Aosta e Irene di Grecia una delle tappe più fotografate è proprio il nuovo ospedale di Spoleto. Diverse le istantanee in cui si vede la principessa di Grecia accanto agli ammalati o mentre ammira, accompagnata dal Primario dell’Ospedale Fabiano Benedetti Valentini, i moderni spazi e le nuove strumentazioni della struttura.

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