Accadde a Spoleto: nel 1903 nasce a Spoleto il Regio Oleificio Sperimentale dell’Umbria

Il 29 dicembre del 1903 un manifesto cittadino annuncia che il Regio Oleificio Sperimentale di Spoleto è pronto ad iniziare, fin dai primi giorni del nuovo anno, la lavorazione delle olive. Si tratta, come specifica l’avviso firmato dal direttore dell’oleificio Flaminio Bracci, di piccole lavorazioni, in particolare della molitura di piccoli lotti di olive.

L’istituto non ha carattere o ambizioni industriali ma all’industria olearia e all’olivicoltura si rivolge, offrendosi come punto di riferimento scientifico e di ricerca per promuovere, anche attraverso corsi pratici e formativi diretti agli operatori e ai tecnici, il miglioramento di un prodotto di assoluta eccellenza della regione (terzo per produzione in Italia e di significativa esportazione ma di fatto sconosciuto) imponendone la tipicità e unicità nei mercati nazionali e internazionali.

Nell’avviso infatti si specifica che durante la lavorazione della molitura – il cui compenso «da rilasciarsi allo stabilimento è di litri uno e mezzo d’olio o di L. 1,50 per ogni macinata di litri 240 circa ossia di kg. 160 di olive (due coppe alla rasa) oltre la sansa» – sarà tenuto un Corso teorico-pratico di oleificio, allo scopo d’impartire agli operai (molinari), agenti di campagna, proprietari etc., le cognizioni relative alle buone norme della preparazione, chiarificazione e conservazione dell’olio, ed agli ordegni, attrezzi etc. oleari moderni e di addestrarli praticamente nell’uso degli ordegni stessi e nelle diverse manipolazioni elaiotecniche. Il corso in parola sarà gratuito».

Oleificio Sperimentale

L’oleificio sperimentale opera a Spoleto da pochi mesi. Istituito a Palmi vicino a Reggio Calabria nel 1889, da parte del Ministero dell’Agricoltura, per studiare e sperimentare i mezzi più adatti a migliorare la produzione e la preparazione dell’olio – in un periodo, il penultimo decennio del ‘900, in cui l’industria e il commercio dell’olio d’oliva versavano in condizioni critiche – il piccolo istituto viene prima trasferito nel 1898 a Cosenza e poi, spiega Flaminio Bracci nel volume “Il R.° Oleificio Sperimentale dalla Calabria all’Umbria”, venne «trasferito a Spoleto, nel cuore dell’Umbria: altra regione oleifera di primissima importanza ove da tempo esso era vivamente reclamato».

In un denso articolo a più colonne uscito sulla “Giovane Umbria” il 15 marzo del 1903, oltre a considerazioni di carattere generale sui problemi della produzione olearia umbra, si annuncia infatti il trasferimento a breve dell’istituto a Spoleto e di come non “si poteva scegliere nell’Umbria città più adatta di Spoleto, la quale […] offre i seguenti requisiti. 1) Varietà delle olive assolutamente omogenee ed atte alla produzione del tipo che si ricerca. 2. Importanza locale del prodotto olio che in media può annualmente valutarsi a due milioni di lire sopra dodici milioni dell’intera provincia 3. Posizione topografica centralissima giacché Spoleto si trova nel cuore della zona olivata dell’Umbria”.

31 maggio 1903

Nonostante quindici giorni dopo (29 marzo) un trafiletto sul periodico socialista, con tono allarmato, paventi problemi per la nascita a Spoleto dell’istituto «per le invidie di alcuni campanili e specialmente perché non tutti quelli che dovevano interessarsene lo hanno fatto collo stesso zelo», il 19 aprile sempre la Giovane Umbria rassicura che «Comune, provincia e Camera di Commercio hanno votato il contributo» e che resta da decidere solo la sede del locale, poi individuata (articolo del 31 maggio ) nell’ex scuderie Ancaiani di proprietà comunale. È un edificio, in piazza della Libertà (allora piazza Vittorio Emanuele), poi abbattuto quando vennero eseguiti negli anni ’50 i lavori di recupero del teatro romano. L’Oleificio allora disponeva di tre tipologie di locali, lo stabilimento oleario vero e proprio, il laboratorio chimico con sala delle lezioni e conferenze e poi gli uffici con annessa una piccola biblioteca. Fin da subito appare chiaro come l’istituzione rappresenti un’eccellenza del comparto, nobilitata da premi di grande prestigio, come la medaglia d’oro all’esposizione di Milano del 1906 per la bontà degli oli prodotti ma anche per l’attività di promozione e per l’attività di studio e di ricerca nel campo dell’olivicoltura. Senza dimenticare poi l’istituzione nel 1908 circa dell’Oleificio Cooperativo di Spoleto che tante gratificazioni otterrà con i suoi pregiati oli d’oliva.

La storia delle ricerche e degli studi, il racconto delle iniziali attività e delle esperienze dei primi venti anni di vita dell’istituto – poi diventato negli anni ‘30 l’Istituto Sperimentale di Olivicoltura di Spoleto e in seguito trasferito in via Nursina – sono raccontati in due pubblicazioni curate dal direttore Flaminio Bracci e stampate a Spoleto: “Il R. Oleificio sperimentale dalla Calabria all’Umbria” del 1910 e “Il R. Oleificio Sperimentale dell’Umbria nell’ultimo decennio” del 1923. Entrambi sono conservati in Biblioteca Carducci, tra i volumi del fondo Francolini che raccoglie preziosi manoscritti, periodici ed edizioni a stampa dal XIX al XX secolo dell’area agro-alimentare.

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