Accadde a Spoleto: la stazione ferroviaria

La stazione ferroviaria di Spoleto e il viale della stazione vennero realizzati nell’ambito dei lavori della linea Roma-Ancona, la prima e la più importante delle linee traversali ferroviarie italiane che venne inaugurata nel 1866.

In netto ritardo rispetto all’Inghilterra – dove la prima linea a trazione meccanica per il trasporto pubblico vide a luce nel 1825 – in Italia i primi esempi di brevi tratti ferroviari si hanno solo nel 1839. Frazionata ancora in vari stati, regni e ducati la situazione pre-unitaria del nostro paese rallentava fatalmente l’avanzare del progresso tecnologico. Spoleto era allora parte dello Stato della Chiesa, comprendente al tempo buona parte dell’Italia centrale e ancora nel 1855 privo di qualsiasi collegamento su binari. La situazione cambia con il pontificato di Pio IX che convintamente sposa l’equazione tra collegamento ferroviario e sviluppo economico e sociale dei territori, caldeggiando il progetto di una lunga strada ferrata per congiungere, attraversando trasversalmente la penisola, Roma con il più importante porto dell’Adriatico: Ancona.

«Fin quando non si iniziarono i lavori di costruzione della linea Ancona-Roma – scrive Alberto Melelli su “La Ferrovia Roma-Ancona” (Calederini Editore, 1973) molto si disse e si scrisse sui tracciati più convenienti; un grande numero di idee, proposte e progetti passarono alla stampa, suscitando discussioni e polemiche» soprattutto per quanto riguardava il tratto umbro. Tra le varie ipotesi anche quella di un passaggio nella provincia di Macerata, lungo la valle del fiume Potenza. Alcune personalità intervennero per scongiurare l’esclusione di Spoleto e di altri centri importanti dell’Umbria, è così nel maggio del 1856 la Commissione pontificia decise approvare il progetto del tracciato passante per il valico di Fossato di Vico.

Per Spoleto era la grande occasione di intercettare la modernità e assicurarsi sviluppo e crescita. Per la stazione si individuò un lotto di terreno al nord dell’abitato da collegare alla città tramite un lungo rettifilo In “Umbria. Manuali per il territorio” (Edindustria, 1978) si precisa che «il viale fu tagliato circa il 1860, in relazione alla costruzione della stazione ferroviaria. La fortuna della nuova arteria coincide con la decadenza del primo tratto dell’antica Flaminia (via Cerquiglia) che venne ostruito dal tracciato ferroviario […] La localizzazione della stazione ferroviaria di Spoleto, imposta dai condizionamenti morfologici del luogo, costituì un naturale richiamo per la successiva espansione della città che ebbe però un timido avvio per la debolezza dello sviluppo industriale e la modesta crescita demografica

Uno dei primi insediamenti ad avvalersi della nuova via di comunicazione fu il cotonificio, sorto nei pressi della stazione tra il 1907 e il 1908. In breve lo sviluppo tecnologico portò inevitabilmente alla trasformazione del paesaggio e alla decisa sistemazione urbanistica di un’area ancora rurale in una zona strategica per la crescita e l’espansione socio-economica e industriale (come mostrano le immagini alcune tratte dalla fototeca della Biblioteca Carducci e dal volume “Spoleto Formato Cartolina”). Soprattutto «nel periodo tra le due guerre il Viale Trento e Triste e le strade circostanti vedono sorgere alcuni molini, la stazione della ferrovia Spoleto-Norcia, la caserma della Scuola Allievi Sottoufficiali, lo stabilimento della Saffa e le numerose abitazioni…»

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