La cultura del rispetto di genere: affinché la vittima non sia più sola

Dal 2007 al 2011 il Telefono Donna ha accolto 1961 persone in Umbria. Violenza sulle donne: solo il 20% è consapevole che ciò che ha vissuto è reato

Un convegno per rompere il silenzio sulla violenza di genere e un’occasione per discutere degli aiuti, anche quelli istituzionali, alla vittima affinché non si senta più sola e del rilievo delle prove della violenza, utili per un eventuale successivo processo: questi i punti principali del convegno La cultura del rispetto di genere: affinché la vittima non sia più sola, organizzato il 27 maggio scorso al Complesso Monumentale di San Nicolò, dal Comune insieme al Presidio Ospedaliero di Spoleto.

Un incontro-dibattito in cui sono stati presentati i dati sull’accoglienza raccolti dal Telefono Donna (la violenza sulle donne avviene soprattutto in ambito familiare.

Dal 2007 al 2011 sono state accolte 1961 persone di cui 1419 a Perugia e 542 a Terni) e si è parlato del Servizio Sociale Comunale e dei soggetti che compongono la rete territoriale (composta dalla psicologa del Centro Pari Opportunità di Terni Moira Galeazzi, dalla Cooperativa Il Cerchio e dalla USL 2 di Spoleto)

In particolare, da un’indagine effettuata dal Telefono Donna è emersa una difficoltà delle donne di riconoscere la violenza: solo il 20% è consapevole che ciò che ha vissuto è reato, mentre il 44% giudica ciò che ha vissuto come qualcosa di sbagliato ed il 36% qualcosa che è accaduto.

Criticità da ricondurre ad un fattore culturale, alla mancanza di una legge regionale che definisca le linee guida rispetto ad una metodologia di intervento condivisa tra i servizi della rete territoriale e al mancato riconoscimento, da parte dei Tribunali, della violenza di genere.

Il convegno è stato possibile grazie al contributo economico dell’Istituzione sociale Cesare e Mina Micheli, del Lions Club Spoleto, della Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto e della Fondazione Giulio Loreti ONLUS.