Spoleto alla conquista di New York

Spoleto conquista New York con il suo «Festival dei Due Mondi». Grazie a un connubio senza eguali tra due palcoscenici d’eccezione, quello della città umbra e quello del Carnegie Hall di Manhattan, si è rafforzato ulteriormente la già simbiotica cooperazione tra Italia e Stati Uniti nella promozione di arte e cultura. «An Evening at the Spoleto Festival of Two Worlds», è la serata andata in scena nel tempio della musica che sorge sulla 7th Avenue, nel cuore della Grande Mela, a due passi da Central Park. L’iniziativa, organizzata in collaborazione con Villa Firenze Foundation, la fondazione Carla Fendi, e che ha visto la partecipazione, fra gli altri, dell’ambasciatore a Washington Claudio Bisognero, e del Console generale di New York, Natalia Quintavalle, si inserisce nell’«Anno della cultura italiana in Usa».

Il programma in due atti ha visto la presentazione in anteprima assoluta, del video dell’opera «Amelia al ballo» di Gian Carlo Menotti per la regia di Giorgio Ferrara, registrata al Teatro Nuovo di Spoleto nel giugno dello scorso anno. A seguire, il concerto dal vivo di Andrea Griminelli, flautista di fama mondiale, per un omaggio alla grande musica di Nino Rota, di cui ha eseguito brani d’eccezione ripresi nei grandi classici della cinematografia come «Il Gattopardo», «Il Padrino» o «I Vitelloni» e «Otto e mezzo» di Federico Fellini. La sua performance è stata accompagnata dalle note di Matt Herskowitz con il quale si è esibito in un duetto nel «Volo del Moscone». «Matt è il più grandi pianista jazz del mondo», ha detto Griminelli raccogliendo gli applausi della Weill Recitall Hall del Carnegie. «La tradizione italiana della musica continua a essere forte e solida – chiosa a margine il musicista inserito dal New York Times fra gli “Otto artisti emergenti degli anni ’90”, e considerato attualmente il miglior flautista al mondo – Ci sono tanti giovani promettenti ed io da direttore del conservatorio di Reggio Emilia, ho l’occasione di vederli e conoscerli. Molti di loro hanno vinto importanti concorsi per suonare in grandi orchestre».

 

La serata newyorkese, che si è articolata sul consueto binomio di opera lirica e musica dal vivo, rappresenta anche un omaggio a Gian Carlo Menotti, scomparso nel 2007, padre del Festival dei Due Mondi nel 1958, e procreatore, nel 1977, dello «Spoleto Festival Usa» che si tiene a Charleston, in Carolina del Sud, con il preciso intento di creare un ponte tra la cultura americana e quella europea. «Il nostro obiettivo – spiega Giorgio Ferrara, presidente e direttore artistico del Festival di Spoleto – è quello di promuovere e approfondire il continuo interscambio tra le più vivaci espressioni artistiche del nostro tempo e tra i loro migliori interpreti». Ferrara, assieme al sostegno di Carla Fendi Foundation, tra i principali «contributor» dell’iniziativa, lavora per «diffondere il patrimonio culturale lasciato in eredità dal maestro Menotti e celebrare l’eccellenza artistica tra i due mondi e non solo». La serata è quindi proseguita alla Columbus Townhouse, dove oltre alle celebrazioni del Festival spoletino si sono affiancate quelle per l’assegnazione dell’onoreficienza del «Vff Premio Giotto» a Carla Fendi e Lawrence Auriana, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Columbus Citizens Foundation.